Efficienza informatica: Camerano investe 13.600 euro in hardware

Costantino Renato: “Migliorerà i processi interni anche in tempo di pace”

Camerano, 3 dicembre 2020 – Per migliorare l’efficienza informatica degli uffici comunali, considerato il perdurare della situazione di emergenza, l’Amministrazione cameranese ha previsto un investimento di circa 13.600 euro per l’acquisto di un nuovo hardware: in parte andrà a rinnovare le attuali apparecchiature ed in parte integrerà gli strumenti già a disposizione dei dipendenti facilitando il loro lavoro sia in presenza e che a distanza.

«Negli ultimi mesi, causa  Covid, è stato possibile testare la resilienza informatica dell’Ente – spiega l’assessore Renatoe capire se le soluzioni studiate e prospettate riescono a rispondere a requisiti di continuità operativa oltre ad avere una valutazione tangibile di tempi, complessità delle nuove procedure e risposta da parte degli user coinvolti».

Camerano – Costantino Renato, assessore ai Sistemi informatici

Per la prima volta, una buona parte dell’attività amministrativa è stata effettuata senza incontrarsi fisicamente, ma unicamente con videoconferenze, telefonate e scambio di dati informatici. L’impatto con questa nuova realtà ovviamente non è stata indolore.

«Si è dovuto far fronte ai bug di sistema e al fatto che quasi tutti hanno dovuto recepire velocemente questo nuovo modo di lavorare, determinando qualche lieve ma giustificabile rallentamento – continua l’Assessore – Si può però sicuramente affermare che i dipendenti hanno risposto bene, dando un riscontro che nel medio periodo potrebbe risultare più che positivo, considerato che per decenni si è operato solamente in modalità cartacea ed in presenza».

Il riscontro maggiore è stato sui procedimenti amministrativi in digitale, servizio attivo da due anni, reso operativo da un apposito software gestionale per l’uso a distanza con il quale è stato possibile operare senza particolari problemi sui database gestionali, gli atti, i protocolli, la posta, le pubblicazioni, i dati contabili e i file destrutturati.

In ambito sicurezza sono già da tempo attivi servizi implementativi come il “disaster recovery”, il “cloud in house”, lo “storage dati”, i “server cluster dedicati” che evitano la perdita di dati, rendono più efficiente la gestione ordinaria e garantiscono interventi di ripristino molto brevi in situazioni critiche.

«Un ringraziamento dovuto è all’Ufficio Informatica – conclude Costantino Renato – che in questo periodo e con molta pazienza ha svolto un ruolo di trait d’union fra tecnologia e uffici, garantendo nei fatti la continuità operativa. Alcune delle azioni svolte saranno sicuramente utili nel caso di nuove emergenze o per migliorare i processi interni in tempo di pace».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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