Camerano – Tariffa rifiuti pressoché invariata nel 2017

Sbagliare a differenziare potrebbe produrre un aumento dei costi dello smaltimento in discarica

Camerano – Per il 2017 è prevista una tariffa per le famiglie quasi immutata rispetto all’anno 2016, anche se risulta un lieve aumento dei costi complessivi del servizio.

 

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Andando ad analizzare i dati delle tariffe domestiche del Comune è possibile rilevare che tutte le fasce di costo per le famiglie nel 2017, considerando immobili tra 70 e 180 mq, passano da riduzioni che oscillano tra 0,86% e 0,09% ad aumenti compresi tra lo 0,03% e l’1,68% che, tradotti in denaro, significa riduzioni di € 0,50 per le abitazioni di 70 mq, o aumenti di € 2,70 annui per abitazioni di 180 mq.

Se prendiamo in considerazione, ad esempio, una famiglia composta da 4 persone che risiede in un appartamento di 100 mq, la tariffa (esclusa tassazione), dovrebbe variare in aumento di € 0,36 annui (+0,36%), mentre per un nucleo familiare di 2 persone residenti in un appartamento di 70 mq ci sarà una diminuzione di circa € 0,30 annui (-0,40%).

Di fatto si pagheranno gli stessi importi del 2016.

Come spiega l’assessore Costantino Renato: «L’aumento delle tariffe, se pur esiguo, è dovuto ad un lieve aumento dei costi complessivi del 1,20% rispetto al 2016, determinato principalmente dall’incremento di alcune attività di spazzamento, dalla rivalutazione Istat e dal ricalcolo della quota di competenza del Comune nell’ambito Provinciale».

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Occorrerà aspettare le delibere di approvazione dei piani finanziari dei Comuni limitrofi per capire se e quanto Camerano sia stata virtuosa e se è al di sopra o al di sotto della media delle tariffe applicate.

Uno dei problemi principali su cui intervenire è l’errato smaltimento. C’è chi conferisce i rifiuti riciclabili nei residui non riciclabili e viceversa (semplice disattenzione o furbetti del quartierino?, ndr). Ciò produce un peggioramento in termini quantitativi di rifiuto indifferenziato che potrebbe avere, come risultato, un aumento dei costi dello smaltimento in discarica.

Un problema che l’assessore Costantino cercherà di risolvere: «Anche se l’anno scorso sono stati superati ampiamente gli obiettivi di legge di raccolta differenziata – spiega – negli ultimi mesi si è attivato un monitoraggio continuo delle non conformità riscontrate durante il ritiro, che vengono puntualmente esaminate dalla Rieco, dall’Ata Rifiuti e dall’Ufficio Ambiente del Comune in collaborazione con la Polizia Locale».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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