Camerano: sistemate quella rete in Via Loretana!

Un cittadino esasperato: “Nonostante svariate sollecitazioni l’Ufficio manutenzioni non è mai intervenuto”

Camerano – Un cittadino esasperato ha inviato al giornale questa segnalazione fotografica, aggiungendo la seguente specifica:

Camerano – La recinzione incriminata all’altezza del civico 115 di Via Loretana (foto inviata dal nostro lettore)

«Buongiorno, vi invio un paio di foto di qualche giorno fa che evidenziano l’idea di manutenzione del nostro comune, volutamente in minuscolo. Circa un anno fa, dietro segnalazione, è stata rimossa una recinzione arrugginita pericolosa e sostituita dalla rete che si vede nella foto (dicevano temporaneamente).

Ad oggi è stato chiesto svariate volte all’ufficio manutenzioni di tirarla su, per decoro ma soprattutto per sicurezza. Ma non è successo nulla, gli operai hanno da fare!»

Camerano – La scala pubblica a ridosso della recinzione

Si sta parlando di una realtà di fronte al civico 115 di Via Loretana, prima dell’incrocio di Via Corraducci a salire. La pericolosità è evidente perché l’area è a ridosso della scala pubblica.

La segnalazione termina con uno sconfortante: «Andrà a finire che dovrò metterci mano io…». (segue firma).

Con tutti gli eventuali distinguo del caso, un anno per risistemare una recinzione ci sembra davvero eccessivo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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