Camerano non ha più il servizio di Guardia medica #2

L’inefficienza e la disinformazione dell’Asur coinvolgono la Fondazione Ceci, la Croce gialla locale e la Croce azzurra di Sirolo. L'Amministrazione ignora e parla di fake news

Camerano – Abbiamo titolato così il nostro primo pezzo sulla “querelle” della Guardia medica che lascia la città per “trasferirsi” a Sirolo. Informazione scaturita dall’interrogazione urgente a risposta scritta inviata dal capogruppo di Operazione Futuro Lorenzo Rabini all’Amministrazione.

Lorenzo Rabini, capogruppo e consigliere di Operazione futuro a Camerano.

Una storiaccia, ovviamente. Fatta di sussurri e voci di corridoio dove i diretti interessati, anziché approfondire e dare risposte certe ai cittadini, preferiscono indignarsi sui social scaricando ad altri responsabilità dirette. Al punto che verrebbe da domandarsi che ci stanno a fare certi personaggi in posti di responsabilità se non sanno neppure cosa gli sta capitando sotto la poltrona.

Abbiamo approfondito la questione. Il servizio di Guardia medica in passato a Camerano funzionava 30 giorni su 30. Poi, da qualche tempo, si era deciso di fare a mezzo con Sirolo. Nel senso che dall’uno del mese al quindici, il servizio lo gestiva Sirolo per entrambi i Comuni, e dal 16 al 30 lo gestiva Camerano per entrambi i Comuni. Si badi bene, con due utenze telefoniche diverse: per Sirolo occorre chiamare lo 071 9330825, per Camerano lo 071 95247.

Sede e volontari della Croce azzurra di Sirolo

A Sirolo, ad occuparsi dell’accompagno dei medici della Guardia medica in visita ai pazienti è la Croce azzurra; a Camerano la Croce gialla. A Sirolo i medici in questione hanno a disposizione due stanze: una dove dormire e una dove visitare i pazienti. Con tanto di aria condizionata e mensa. A Camerano, invece, solo una stanzetta: devono dormire e visitare nello stesso spazio con disagi di varia natura.

A un certo punto della storia l’Asur decide di non riconoscere più l’accompagno dei medici in servizio, i quali devono utilizzare la propria auto per dar seguito alle chiamate. E qui viene fuori il primo problema: i medici donna non se la sentono di vagare da sole per la campagna marchigiana in piena notte. Hanno paura. E così subentrano le Croci.

Uno dei mezzi della Croce gialla di Camerano adibito all’accompagno della Guardia medica

Poi l’Asur che fa? Con un documento scritto (su sollecitazione dei medici di guardia notturna) chiede a Sirolo se se la sente di accollarsi il servizio della Guardia medica per tutto il mese, con stanzette e accompagno 30 giorni su 30. La Croce azzurra risponde che sì, per loro va benissimo. E questo ci è stato confermato dal presidente della croce sirolese Paolo Rismondo. Il quale, fra le altre cose, oggi non sa che fare: «Fra due giorni termina il nostro servizio quindicinale – ci racconta amareggiato – e non sappiamo se dobbiamo continuare noi o passare la palla a Camerano come da vecchia prassi».

E già perché l’Asur, ricevuto l’assenso da Sirolo, ad oggi non si è ancora premunita di avvisare della nuova situazione né Sirolo né Camerano. Ma si sa, le voci di corridoio sono peggio degli spifferi gelati di dicembre.

Sullo stesso piano d’incertezza si trova la presidente della Croce gialla cameranese, Martina Feliciani, che comunque se la sbriga con la logica: «Noi forniamo l’accompagno alla Guardia medica, con le nostre macchine, perché questo è l’accordo che abbiamo con l’Asur – spiega con ragionevolezza – Per il resto con il servizio non c’entriamo nulla. Per la stanzetta dei medici, ubicata nella struttura del Ceci,  l’Asur paga un affitto alla Fondazione. Se l’Asur non invia nuove comunicazioni, il 16 tocca a noi l’accompagno della Guardia medica».

Camerano – La Casa di riposo Opera Pia Ceci, oggi Fondazione Ceci, dov’è ubicata la stanzetta utilizzata dai medici della Guardia notturna

Questo è quanto. Restano alcune considerazioni. I medici da Camerano se ne vogliono andare perché operano in condizioni restrittive e disagiate rispetto a Sirolo. L’Asur, incassato il sì della Croce azzurra che gli ha garantito l’accompagno per i due Comuni, ad oggi non ha dato seguito al nuovo piano. La Fondazione Ceci non sa nulla e si limita ad incassare l’affitto di una stanzetta dove ospita la Guardia medica. E, anziché preoccuparsi e darsi da fare per non perdere almeno il servizio quindicinale, e l’affitto, perde tempo a polemizzare sui social. Così è pure per l’Amministrazione, che si dice all’oscuro di tutto e sui social parla di fake news.

Per dovere di cronaca il presidente della Croce azzurra di Sirolo Paolo Rismondo ieri, martedì 12 dicembre, si era impegnato per trasmettere al giornale copia della richiesta dove l’Asur chiedeva la loro totale disponibilità a gestire il servizio. Questa mattina, sollecitato dal giornale, lo stesso presidente si è tirato indietro: «Ho girato la vs. richiesta ai consiglieri – ha ammesso – i quali hanno deciso di non far uscire nessun documento dai nostri archivi».

 

di Paolo Fileni

 


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di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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