Camerano: la polizia municipale insegna l’educazione alle scuole elementari

Promozione della cultura della legalità e convivenza civile

Camerano. Partita la nuova iniziativa sperimentale di educazione ambientale e stradale con le classi quinte delle scuole elementari, con lezioni tenute dagli agenti di Polizia locale.

Obiettivo generale sarà quello di promuovere una cultura della legalità intesa come rispetto dei principi fondamentali della convivenza civile e dell’acquisizione del concetto di “persona” come soggetto di diritti e doveri.

Gli incontri tratteranno, in modo sintetico e veloce, argomenti inerenti l’ambiente, il patrimonio pubblico e il Codice della strada.

La polizia municipale diventa "educatrice" dei bambini. La sperimentazione è partita in diversi Comuni italiani
La polizia municipale diventa “educatrice” dei bambini. La sperimentazione è partita in diversi Comuni italiani

L’educazione ambientale (che non riguarda la raccolta dei rifiuti), e del rispetto del patrimonio pubblico, illustrerà alcune situazioni critiche riscontrate nel territorio comunale negli ultimi anni; attraverso le foto di spazzatura abbandonata e atti vandalici si cercherà di sensibilizzare i bambini ad un comportamento più responsabile.

Per quanto riguarda l’educazione stradale sarà esaminato il comportamento che i bambini devono adottare quando attraversano o camminano su una strada, all’interno dell’automobile, sulla bicicletta; e saranno spiegati alcuni segnali stradali.

Attraverso gli incontri si mira inoltre a stabilire relazioni di fiducia tra i bambini e gli agenti di polizia.
Ogni cittadino, grande e piccolo, deve essere consapevole del fatto che il danneggiamento di beni pubblici, i rifiuti lasciati per terra, gli schiamazzi, la mancata osservanza delle regole che disciplinano la circolazione di mezzi e persone può creare pericolo e disagi.

«Responsabilizzare i nostri futuri cittadini è il nodo cruciale per lo sviluppo di una società giusta e rispettosa» recita il comunicato ufficiale del Comune di Camerano. Iniziativa lodevolissima, ci mancherebbe! Ma un tempo, certi insegnamenti, non erano demandati ai genitori?


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi