Camerano – È deciso: si farà il passaggio pedonale in Via Loretana

Da Piazza Aldo Moro a salire, sulla sinistra, fino alla piazzetta del campo di calcio

Camerano – Alla fine si farà. Il passaggio pedonale in via Loretana, quello che da Piazza Aldo Moro salirà fino alla piazzetta antistante l’ingresso del campo di calcio D. Montenovo, è ormai una realtà. Almeno, sulla carta e nelle intenzioni.

L'incontro dell'Amministrazione comunale con i residenti in via Loretana
L’incontro dell’Amministrazione comunale con i residenti in via Loretana

Lo ha deciso e comunicato l’Amministrazione comunale all’incontro pubblico con i residenti in quella zona, per bocca del sindaco Annalisa Del Bello: «Perché – ha sottolineato la prima cittadina – l’Amministrazione di Camerano decide in modo autonomo, senza imposizioni che piovono dall’alto o timori di perdita di voti».

Una dichiarazione fatta ammiccando a chi scrive, che si era permesso di sottolineare le due possibilità nell’articolo sul tema precedente a questo (Corriere del Conero, pagina di Camerano, 8 gennaio: “La decisione scomoda del passaggio pedonale in Via Loretana”).

Sia quel che sia, il passaggio pedonale sarà una realtà. E verrà realizzato abolendo l’attuale possibilità di parcheggio in quel tratto. E porterà tutta una serie di benefici a residenti e non. Scontentando al contempo residenti e non. Perché alla fine è sempre così quando si tende a pensare solo ai personali interessi e si ignorano bisogni ed esigenze del prossimo.

Il tratto di strada, in Via Loretana, interessato all'eliminazione dei posteggi per far posto ad un passaggio pedonale che colleghi Piazza Aldo Moro al campo di calcio
Il tratto di strada, in Via Loretana, interessato all’eliminazione dei posteggi per far posto ad un passaggio pedonale che colleghi Piazza Aldo Moro al campo di calcio. 

Poi, lo ha detto chiaramente alla riunione il capitano Bernardo Pepa, comandante della Polizia locale: «Lungo quel tratto di strada è vietato posteggiare. Lo spazio al di là della linea continua che delimita la carreggiata non è un posteggio. Abbiamo sempre tollerato per non essere oppressivi nei confronti dei residenti».

I benefici del passaggio pedonale? La possibilità di poter transitare lungo quel tratto di strada trafficatissima in totale sicurezza: per i pedoni, per le mamme con carrozzine o le borse della spesa, per i ragazzi che vanno a prendere l’autobus o a giocare a calcio, per i tifosi del Camerano, per gli anziani che vanno in banca, per chi esce dai passi carrai e si deve immettere con l’auto nella via… Senza rischiare ogni volta di finire sotto le macchine che sfrecciano lungo quell’arteria a velocità doppia rispetto al consentito.

Gli scontenti? Ovviamente i titolari delle attività commerciali che gravitano su quel tratto. C’è il timore, persa la possibilità di parcheggiare, di perdere clienti. Ma, come ha sostenuto una intervenuta alla riunione pubblica: «Il bar, la pizzeria e il tabaccaio avranno maggiori affluenze grazie al passaggio pedonale. Dipendesse da me, lo farei su entrambi i lati della strada».

E i residenti. Specialmente quelli che hanno l’accesso che dà sulla piazzetta del campo di calcio. Timorosi di non trovare più posteggio sotto casa: un’abitudine radicata da decenni. Anche per loro, la signora di cui sopra ha esternato un saggio parere: «Non mi pare esista un diritto acquisito di posteggio per i residenti che affacciano su una piazza. Possono posteggiare in Aldo Moro e farsi due passi a piedi che, oltretutto, fa bene al fisico».

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Lamentele sono piovute anche nei confronti della società di calcio rea, secondo gli intervenuti, di occupare quotidianamente spazi con i loro mezzi che stazionano lì 24 ore su 24 sette giorni su sette. E su chi accompagna i ragazzi agli allenamenti pomeridiani, che occuperebbero tutti gli spazi della piazzetta per tutto il pomeriggio.

Questo, in sintesi, il quadro. Ma l’Amministrazione ha deciso per il passaggio pedonale e questo sarà.

Tempistiche? Bè, questo capitolo è tutto in divenire. C’è da capire come realizzare materialmente il passaggio stesso, come segnalarlo, come evitare che qualcuno posteggi comunque. C’è da capire cosa si può fare per agevolare i residenti: disco orario in piazzetta, permessi a tempo, alcuni spazi riservati… Dopodiché, sarà passaggio pedonale a tutti gli effetti al posto degli abituali e tollerati posteggi. Parola dell’Amministrazione.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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