Camerano – Controllo rifiuti sul territorio comunale

Chi trasgredisce rischia sanzioni in denaro da 25 a 620 euro.

Camerano – Sono partiti i controlli congiunti tra Polizia Locale e Autorità territoriale d’ambito per verificare gli abbandoni e il conferimento dei rifiuti su tutto il territorio comunale.

Polizia locale
Camerano. Polizia locale e Autorità territoriale d’ambito al lavoro per verificare il corretto smaltimento dei rifiuti

I controlli, che sono stati pianificati secondo una precisa calendarizzazione, saranno effettuati in base alle segnalazioni dei cittadini e a quelle della ditta incaricata alla raccolta. A queste, seguiranno le ispezioni mirate nei luoghi dove i problemi sui conferimenti vengono segnalati con più frequenza, come condomini ed imprese. Senza tralasciare la possibilità di effettuare verifiche a campione.

Nelle ultime settimane gli addetti al servizio hanno riscontrato una serie di criticità:

  • uso di buste non conformi;
  • rifiuti non differenziati correttamente;
  • conferimento di rifiuti in giorni e fasce orarie non previste;
  • smaltimento al di fuori degli appositi bidoni
  • abbandono immotivato di sacchetti all’interno di cestini gettacarte o sulla banchina di alcune strade comunali.

Va detto, sottolineato dall’assessorato ai rifiuti, che la stragrande maggioranza dei cittadini ha un grande senso civico. Non sussiste una situazione particolarmente grave o fuori controllo, ma ha senso intervenire laddove è possibile mettere in campo le giuste azioni correttive mirate al miglioramento del servizio.

Dalle prossime settimane (ma qualcosa è già stato fatto), la ditta Rieco non effettuerà la raccolta di quei rifiuti che riterrà non conformi. E lascerà sul posto un bigliettino con la motivazione del mancato ritiro. Azione che verrà comunque segnalata all’Autorità territoriale d’ambito e al Comune.

I sacchetti utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti
I sacchetti utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti devono essere conformi alla normativa in vigore

Se l’utente, una volta avvisato, non metterà in atto le dovute azioni correttive potrebbe venir sanzionato. Della serie: perseveri nell’errore? Beccati la multa!

Esiste una vera e propria tabella sanzionatoria che regolamenta  le trasgressioni:

  • per chi abbandona o deposita rifiuti (ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee), è prevista una sanzione amministrativa che va da 105 a 620 euro;
  • se l’abbandono di rifiuti sul suolo riguarda i non pericolosi e i non ingombranti, si applica la sanzione amministrativa da 25 a 155 euro;
  • per tutte le violazioni del Regolamento comunale di gestione rifiuti urbani, nei casi in cui non sia prevista una sanzione specifica nella legge 152/2006 e successive modifiche, o in altre norme statali o regionali, si applica la sanzione amministrativa da 77 a 500 euro.

In alcune situazioni specifiche di una certa gravità potrebbero partire anche procedimenti di natura penale.

Per qualsiasi segnalazione, richiesta di chiarimento o modalità di recupero dei rifiuti non raccolti in quanto non conformi, è possibile contattare l’ATA Rifiuti (Tel 0731200969 – 073159804 Pec atarifiutiancona@pec.it – e-mail serviziorifiuti@atarifiuti.an.it – segnalazioni online http://www.atarifiuti.an.it/segnalazioni/). O la ditta Rieco (Numero Verde 800277999 – e-mail ecosportellomarche@riecospa.it – PEC: rieco@poste-certificate.it).

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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