Camerano – Caso Baldini: “quella strada non s’ha da fare”

Domani, tavolo istituzionale in Comune con tutti gli aventi causa. E appuntamento in tribunale ad Ancona per l’esito del primo ricorso contro l’operato di Autostrade per l’Italia

Camerano – Torna d’attualità il caso della Conero Frantumazioni, la ditta di Sandro Baldini che da un anno lotta contro Autostrade per l’Italia che, in modo arbitrario, il 2 novembre 2016 gli aveva abbassato a 12 tonnellate il transito dei suoi mezzi pesanti (50/70 tonnellate), sul cavalcavia 166 della A14: unica via percorribile dai camion di Baldini per entrare e uscire dall’azienda.

Il cavalcavia 166 sulla A14 con il cartello che vieta il transito ai mezzi con peso superiore alle 12 tonnellate

I nostri lettori conoscono a memoria l’ingarbugliata vicenda che oggi – a sei mesi dall’ultima conferenza dei servizi tenuta in Comune (27 aprile 2017) – senza un nulla di fatto – ripropone in agenda un altro tavolo voluto dal sindaco Annalisa Del Bello.

Domani, 9 novembre, per le ore 10 la Del Bello ha invitato a ridiscutere la vicenda intorno ad un unico tavolo il presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli e tutti i componenti della Giunta stessa: Fabrizio Cesetti, Manuela Bora, Anna Casini, Angelo Sciapichetti, Moreno Pieroni, Loretta Bravi, oltre a tutti i capigruppo consiliari della Regione; Autostrade per l’Italia e, per conoscenza, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’intestazione della lettera con la quale il sindaco Annalisa del Bello ha invitato Regione, Autostrade e Ministero Infrastrutture e Trasporti intorno ad un tavolo istituzionale per decidere le sorti del cavalcavia 166 sulla A!$

Due considerazioni: quanti parteciperanno? Perché si sono fatti passare sei mesi senza che nessuno abbia mosso un dito? Sei mesi sono un sacco di tempo per un’azienda in grossa difficoltà che, di fatto, non può lavorare. A rischio c’è il posto di lavoro dei suoi quindici dipendenti che corrispondono ad altrettante famiglie.

La riunione di domani, visti gli invitati, potrebbe segnare una svolta positiva per la Conero Frantumazioni, ma pure una catastrofe annunciata se non si dovesse addivenire ad un accordo. Che poi, visti gli antefatti, significherebbe riuscire a convincere Autostrade per l’Italia ad intervenire sul cavalcavia 166 per riportarlo alla transitabilità originaria di 72 tonnellate. Una possibilità remota, per certi aspetti: Autostrade di cavalcavia nelle condizioni del 166 ne ha a centinaia lungo la rete autostradale che gestisce, se ne mette a posto uno poi sarebbe costretta a rimetterli a posto tutti con un ammontare di spesa talmente elevata che è addirittura difficile quantificare.

Sandro Baldini, titolare dell’azienda Conero Frantumazioni

Di tutti gli attori di questa vicenda, gli unici a non stare fermi nei sei mesi trascorsi, è stata proprio la Conero Frantumazioni. Baldini e dipendenti, che grazie a se stessi negli anni hanno accumulato consensi ovunque siano andati a lavorare, sono riusciti a resistere all’impossibilità di muovere i propri mezzi pesanti. Hanno bene o male lavorato, onorato le commesse in essere e vinto nuovi appalti. Ma la restrizione impostagli da Autostrade per l’Italia gli è costata parecchio, sia in termini di operatività sia in termini di maggior denaro speso per operare.

Per cercare di eliminare il problema, vista l’immobilità di tutti (Ceriscioli, ad esempio, non si mai fatto vivo e, anzi, quando Pieroni ha portato in Consiglio regionale il caso lui, anziché discuterne, si è alzato ed è uscito dall’aula), Baldini aveva trovato una sua alternativa.

Il progetto della nuova strada (linea grigia), approvato dal Comune di Osimo che Baldini avrebbe intenzione di costruire a sue spese (a destra, in marrone, l’area terminale occupata dalla ditta Conero Frantumazioni)

A sue spese, ovviamente, aveva acquistato alcuni terreni adiacenti alla sua attività che insistevano nel territorio del Comune di Osimo. Il suo progetto era costruire una strada provvisoria alternativa al ponte sulla A14. Si era rivolto al sindaco Pugnaloni e all’Ufficio tecnico di quel Comune trovando una disponibilità e una professionalità insperata. Per Osimo il progetto della strada alternativa e provvisoria era fattibile. Fatti i passi necessari, presentati i progetti e le richieste del caso, sembrava tutto a posto. Problema risolto. Molto dispendioso ma risolto.

Invece no, perché – e siamo a pochi giorni fa – durante la conferenza dei servizi in Provincia è saltato su l’ingegnere Roberto Cittadini, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Camerano – ormai noto come quello che disse: “tanto la ditta Baldini deve chiudere” – che ha iniziato a mettere tutta una serie di paletti al progetto della strada provvisoria, forte della sua convinzione che siccome questa interessava due Comuni (Osimo e Camerano), l’autorizzazione paesaggistica – già rilasciata da Osimo – non era sufficiente, occorreva anche un parere intercomunale rilasciato dalla Provincia. Questa, dandogli seguito, ha richiesto un ulteriore parere all’Autorità di Bacino. Parere che è ancora in corso di elaborazione e chissà quando arriverà dilatando, di fatto, i tempi per la costruzione della strada alternativa.

Un tratto della strada interessata dal progetto Baldini.

Tutto legittimo, tutto a norma di legge per carità, non fosse che non risponde al vero che quella strada andrebbe costruita sul territorio di due Comuni ma solo su quello di Osimo. Che c’entra dunque Camerano e, tantomeno, il suo capo dell’Ufficio tecnico?

Giornata campale quella di domani per Sandro Baldini perché oltre al tavolo in Comune alle 10 (al quale non è invitato), alle 12.30 in Tribunale ad Ancona il giudice si dovrebbe esprimere sul ricorso fatto dalla sua Conero Frantumazioni in merito alla sentenza che aveva sostenuto la legittimità dell’operato di Autostrade nell’abbassare il transito sul ponte a 12 tonnellate, e che la ditta Baldini da quella decisione non aveva subito nessun danno potendo continuare ad operare senza problemi.

Vietato ridere! Non resta che aspettare domani per conoscere gli esiti di questi due appuntamenti, con l’auspicio di poter essere ancora qui per raccontarveli.


Un commento alla notizia “Camerano – Caso Baldini: “quella strada non s’ha da fare””:

  1. Gianfranco says:

    Meditate gente, meditate…, ricordiamoci alle prossime elezioni chi abbiamo votato, a partire dal presidente Ceriscioli che ha già dimostrato le sue qualità nella gestione dell’emergenza terremoto; come dice il detto… con questi personaggi “se hai bisogno di aiuto fai in tempo a morire”.😠

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel Sanremo che non c’è più

E che il Covid non sia la scusa per coprire la latitanza della canzone italiana


3 marzo 2021 – Si può scrivere, perché in fondo lo penso davvero, che la prima serata del 71° Festival della canzone italiana di Sanremo non mi sia piaciuta? Facile sparare sulla Croce Rossa, certo, ma proprio non ce la faccio a trovare aggettivi “complimentosi”. E se a metà serata di un brodo allungato con cento banalità mi sono addormentato sul divano – non mi era mai successo nelle ultime cinquanta edizioni – significa che proprio non mi è piaciuto.

Direte: sei cattivo, ingeneroso, fallo tu, in questi tempi da colera, un Festival come si deve. Un Festival con le mascherine, senza pubblico, con l’obbligo del distanziamento. Anzi, di più, con l’obbligo di farlo a tutti i costi perché i conti Rai vanno messi a posto costi quel che costi.

Osservazioni sacrosante, certo; infatti, fosse dipeso da me non lo avrei fatto. Ma non è questo il punto dal mio punto di vista, sia ben chiaro. Un punto di vista del tutto personale di uno che, siccome paga obbligatoriamente un canone per accendere la Rai, si sente autorizzato a esprimere pubblicamente quel che della Rai gli piace o non gli piace. Direte: se non ti piace, cambia canale. Certo, azione possibile ma, se lo facessi, porrei fine ad una onorata carriera ormai antica di fedelissimo del Festival che in passato non ha mai saltato un’edizione. Perché troncare di netto la mia personalissima corsa verso un record: quello cioè d’ascoltatore fedele nei secoli?

Non ci sono più i Festival di Sanremo di una volta, semplicemente perché non ci sono più le canzoni di una volta, i cantanti di una volta, gli ospiti e le star di una volta. Forse, non c’è più neppure una volta, sì, quella volta là che… E qui casca l’asino, cioè io. Perché una volta non c’è mai stato il Covid di oggi… ma che non sia una scusa, però. Come non sia una scusa che non c’è più il pubblico di una volta.

Ieri sera, Fiorello (in foto a destra) non è mai stato il Fiorello di una volta e, di conseguenza, neppure Amadeus (in foto, a sinistra). Bravi per “mestiere” e nulla più. La co-conduttrice Matilda De Angelis ha fatto simpaticamente e disinvoltamente il suo; Zlatan Ibrahimović ha fatto la caricatura di Zlatan ma lo vedo meglio in pantaloncini corti e scarpette chiodate nonostante l’età; il glam rock di Achille Lauro va da sé che non mi è piaciuto (ma sono io l’asino, l’ho già detto), mentre Loredana Bertè è stata sì quella di una volta grazie al medley di successi del passato. Certo, la Bertè di una volta aveva un’altra voce ma gli anni passano per tutti mentre i successi restano.

Sulle canzoni in gara stendo un velo pietoso, lo stesso velo che si è steso sui miei occhi fino a quando non si sono chiusi portandomi da Morfeo. Finché sono riuscito a tenerli aperti, quel che hanno sentito le mie orecchie hanno fatto stridere i nervi e attanagliare le viscere. Sul palco ad esibirsi, a parte un paio d’eccezioni, non c’erano i testimonial della musica italiana d’autore bensì i più cliccati sul web. E lo sa il mondo intero: non bastano 10 milioni di like per fare di un pezzo una canzone con la C maiuscola, o di un cantante un grande interprete con una grande voce.

Era il primo ascolto quello di ieri, un ascolto per giunta assonnato. Per cui rimando altri giudizi alle successive serate, nella speranza che Morfeo si faccia i fatti suoi. Chiudo con gli ascolti di ieri. 11 milioni 176 mila, pari al 46.4% di share, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la prima serata del 71° Festival di Sanremo nella prima parte; la seconda parte ne ha avuti 4 milioni 212 mila con il 47.8%  Lo scorso anno, sempre nella prima serata, la prima parte aveva avuto 12 milioni 480 mila spettatori con il 51.2%, la seconda 5 milioni 697 mila con il 56.2%. Curiosissimo di vedere come andrà questa sera.

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