Blitz dei Carabinieri su tutto il territorio di Camerano

Sette le persone denunciate in quattro operazioni distinte

Camerano, 16 marzo 2019Blitz dei carabinieri, ieri, su tutto il territorio di Camerano. Controllati, tra l’altro, 25 veicoli, 72 persone e 5 esercizi commerciali. Elevate, in totale, 9 sanzioni amministrative per violazioni alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per violazioni varie quali: mancata adozione di provvedimenti in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, omessa segnalazione di situazioni di pericoli.

Impiegando l’unità cinofila, 15 militari e 5 autoradio, i carabinieri di Camerano, Osimo, Castelfidardo e Offagna hanno denunciato sette persone in quattro distinte operazioni.

Nella prima operazione, durante una perquisizione domiciliare nel centro abitato di Camerano, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ancona un cittadino italiano trovato in possesso di 4 grammi di hashish suddivisi in involucri separati, e materiale per la confezione di dosi. Lo stupefacente era conservato all’interno di un rullino fotografico.

Nella seconda, nel corso di un posto di blocco, i carabinieri hanno controllato due albanesi, un nigeriano ed un marocchino, tutti senza permesso di soggiorno. Sono stati deferiti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona.

Nella terza, una cittadina italiana, censurata, sanitaria, è stata pizzicata alla guida della propria auto con tasso alcolemico nel sangue nettamente al di sopra del limite consentito. È stata denunciata in stato di libertà per il reato di guida in stato di ebrezza alcolica. Patente ritirata e veicolo sottoposto a sequestro amministrativo.

Nella quarta operazione, un cittadino romeno che viaggiava sulla propria Volkswagen Golf in compagnia di un coltello a scatto, è stato denunciato per porto illegale di oggetti atti ad offendere. La lunghezza complessiva dell’arma bianca era di 22 cm,, mentre la lama ne misura 10.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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