Arresto lampo dei responsabili del tentato furto al Grotte Center

Sono sei rumeni i componenti della banda che ieri notte hanno tentato una spaccata alla gioielleria Blue Spirit all’interno del Centro commerciale

Camerano, 8 settembre 2018 – Pensavano di essere sfuggiti alla cattura, e di avercela fatta, ma si sbagliavano, perché i carabinieri della Compagnia di Osimo non avevano mai interrotto le ricerche. Con 40 militari messi in campo, in un’azione di rastrellamento del territorio che ha coperto una vasta area da Senigallia a Porto Recanati, sono stati individuati e arrestati i sei componenti di una pericolosa banda rom, compreso il loro capo.

Il loro tentativo di dividersi in due gruppi da tre per facilitarsi la fuga: uno diretto a nord (verso Lecco), e l’altro diretto nel teramano (verso Alba Adriatica e Giulianova), è stato inutile. Alla fine della brillante operazione, scoperti, immobilizzati e ammanettati, sono stati portati nella caserma della Compagnia di Osimo per il foto segnalamento e l’identificazione:

  • CRETU Marian Doru, nato in Romania, classe 1990, residente a Osnago (LC), celibe, giardiniere, pluripregiudicato (capobanda);
  • CASIAN Marius Constantin, nato in Romania, classe 1991, residente a Roma, convivente, operaio, incensurato;
  • DASCALU Bogdan Stefan, nato in Romania, classe 1993, residente a Roma, celibe, operaio, pregiudicato;
  • FANDARAC Costel Albert, nato in Romania, classe 1996, in Italia senza fissa dimora, convivente, pastore, incensurato;
  • DANILA Claudiu Ionut, nato in Romania, classe 1997, in Italia senza fissa dimora, titolare di carta di identità rumena n. NT929170 in corso di validità;
  • COMAN Dragos Gabriel, nato in Romania, classe 1999, in Italia senza fissa dimora, celibe, muratore, pregiudicato.

Ritenuti responsabili del reato di furto aggravato in concorso  e resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, in relazione al tentato furto perpetrato nella notte di ieri nei locali della gioielleria Blue Spirit che ha sede all’interno del Centro commerciale Grotte Center di Camerano (leggi articolo in merito).

La caccia all’uomo era iniziata subito dopo il tentativo di rapina quando, colti sul fatto dai carabinieri, i malviventi si davano a precipitosa fuga all’interno del Centro commerciale. Inseguiti e braccati, con un paio di loro c’era stata anche una colluttazione, tanto che un carabiniere della stazione di Castelfidardo ha riportato la frattura del radio e dell’ulna con prognosi di 30 giorni diagnosticata presso l’ospedale di Jesi.

Nonostante ciò, i banditi riuscivano a fuggire nei campi circostanti abbandonando sul posto i quattro zaini contenenti la refurtiva (oro, argento e orologi) per un valore di circa 20mila euro, in seguito restituiti alla legittima proprietaria.

Appoggiati da un complice che a bordo di una Fiat Croma blu li attendeva in autostrada, i banditi per agevolarsi la fuga si sono divisi in due gruppi, uno diretto a nord, l’altro a sud: tre sull’auto e tre a piedi per la campagna dopo essere stati riforniti di denaro dall’autista della Croma.

Alla fine, l’auto è stata bloccata dai carabinieri sulla A14, poco dopo l’uscita di Montemarciano, mentre i banditi fuggiti a piedi sono stati individuati e bloccati nei pressi della stazione ferroviaria di Osimo Stazione.

Al termine della brillante operazione, con prove schiaccianti nei confronti dei malviventi, gli stessi sono stati condotti nel carcere di Montacuto in attesa della celebrazione del giudizio di convalida dell’arresto previsto per questo lunedì. Non avendo la banda un difensore di fiducia, è stato nominato l’avvocato Gabriele Galeazzi come difensore d’ufficio con studio in Ancona, presso il quale i malviventi hanno eletto il proprio domicilio.

Altri due complici della banda sono stati individuati: uno, identificato dai carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, l’altro, è ancora ricercato in stato di irreperibilità.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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