Area cani di Camerano: una discarica a cielo aperto

Camerano. L’11 ottobre 2015, circa un anno fa, veniva inaugurata dal Comune in Via Mengarelli – di fianco al pallone tensostatico – una nuova struttura dove poter far correre liberamente i propri cani. Un rettangolo verde, delimitato da una recinzione e accessibile attraverso un cancello. All’interno del rettangolo, una panchina, un cestino idoneo allo smaltimento delle deiezioni canine e una dozzina di piante preesistenti.

L'ingresso dell'area cani di Camerano in Via Mengarelli
L’ingresso dell’area cani di Camerano in Via Mengarelli

Una iniziativa lodevole e civile, accompagnata due giorni prima da un’ordinanza rivista e corretta da parte della Giunta comunale indirizzata a regolamentare le giuste modalità di detenzione e conduzione dei nostri amici a quattro zampe. La delibera, fra le altre cose, mirava con determinazione ad un’opera di educazione nei confronti di quei proprietari incivili che non raccolgono e smaltiscono le deiezioni dei loro quadrupedi, aumentando i controlli da parte dei vigili urbani e delle guardie zoofile di Lega ambiente. Sia in divisa, sia in borghese, con il compito di acciuffare chi non rispettasse i contenuti della delibera aggiornata.

Iniziativa seria e piena di buon senso. Peccato che, come succede molto spesso alle amministrazioni locali, si scrivano buone leggi senza essere in grado di dare loro le gambe per una giusta applicazione.

Ad un anno di distanza da queste dimostrazioni di buona volontà, l’area cani di Via Mengarelli è diventata praticamente una discarica di cacche a cielo aperto. Provate a farci una passeggiata, ma andateci con gli stivali di gomma perché la possibilità di schiacciare un mucchietto di escrementi si nasconde dietro ad ogni ciuffo d’erba.

L’inciviltà dei proprietari dei cani che frequentano quell’area ha raggiunto un livello inaccettabile. E questo cancella in un amen la buona volontà ed educazione di chi, invece, le deiezioni le raccoglie e le getta nel vicino cestino. E non è detto, giusto per la cronaca, che siano tutti cameranesi gli incivili, dal momento che l’area è aperta a chiunque.

Il momento sacro della cacca. Loro non hanno nessuna colpa se il proprietario non la raccoglie e la smaltisce
Il momento sacro della cacca. Loro non hanno nessuna colpa se il proprietario non la raccoglie e la smaltisce

Dove sono finiti quei buoni propositi di controllo? E l’estensione della convenzione con le guardie zoofile, che mirava appunto a maggiori verifiche? Inesistenti, dal momento che si è permesso a chiunque di fare i comodi propri.

Abbiamo domandato all’assessore Costantino Renato, con deleghe alla tutela dell’ambiente e alla Polizia locale, se in quest’anno gli organi preposti abbiano mai emesso sanzioni amministrative verso gli incivili frequentatori dell’area cani.

“Le guardie zoofile hanno fatto dei sopralluoghi a novembre e dicembre dello scorso anno – ha risposto – ma non sono state emesse sanzioni. Non è facile sorprendere i trasgressori sul fatto. Spesso l’area è frequentata in piena notte e non posso pretendere che i vigili siano lì 24 ore su 24”.

Ha promesso che interverrà, l’assessore. Che verrà ripristinata la convenzione con le guardie zoofile (scaduta con la fine del mandato della passata amministrazione). E che cercherà di intervenire per ripulire l’area. Dimostrazione di buona volontà, non c’è che dire, ma crediamo non sia corretto accollare le spese prodotte dalla inciviltà e maleducazione di pochi sulle spalle e sulle tasche di tutti i cittadini.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Eravate rincoglioniti anche prima!”

Diventa virale sui social un post critico a firma Lorena Verucchi


27 ottobre 2020 – Le restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e in vigore da un paio di giorni, con le sue restrizioni, sospensioni e chiusure anticipate, ha scatenato sui social una ridda di reazioni disordinate, frastornate, spesso accusatorie. Ne riporto una, integralmente anche se cruda, a firma Lorena Verucchi che sta diventando virale a forza di condivisioni. Lascio al lettore ogni interpretazione e/o reazione, aggiungendo un personale quesito: ma davvero eravamo, o siamo, così?

Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche.

Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere.

Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché “i vostri figli sono in prigione”.

I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.

La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie. Vi meritate il dj del Papeete a capo della vostra mediocrità. Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua CO2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima.

Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare: non ce n’è coviddi! e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita.

Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo”.

Lorena Verucchi

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