Appello all’uso responsabile dei botti di Capodanno

L’assessore Costantino Renato invita alla prudenza nell’uso dei fuochi pirotecnici

Camerano, 27 dicembre 2018 – Tra pochi giorni tutto il mondo festeggerà il Capodanno e la tradizione vuole che la notte del 31 dicembre sia spesso illuminata dai tradizionali botti e fuochi pirotecnici.

L’appello, come per gli anni passati, parte dall’assessore Costantino Renato ed è quello di fare un uso responsabile del materiale pirotecnico con la convinzione che si possa festeggiare con entusiasmo e serenità senza ricorrere a petardi, botti e ordigni esplosivi.

Camerano – L’assessore Costantino Renato, qui insieme con il suo cane Tobia, lancia un appello per l’uso responsabile dei fuochi pirotecnici a Capodanno

«Confido nel senso civico, nella sensibilità e nello spirito di collaborazione dei cittadini – dice l’assessore – piuttosto che nell’emanazione di inutili ordinanze che nei fatti non vengono rispettate e difficilmente gli organi di Polizia riescono a controllare».

I botti di Capodanno, ogni anno, mettono a rischio l’incolumità pubblica e personale con un elenco puntuale di feriti e ricoveri; sono causa di inquinamento ambientale; dell’innesco d’incendi e danni ai beni pubblici e privati. L’inquinamento è dovuto principalmente agli effetti nocivi dei composti contenuti all’interno dei prodotti, senza dimenticare le tonnellate di spazzatura presente nelle strade nei giorni successivi alle feste.

I fuochi e i botti non sono giocattoli, possono creare situazioni di pericolo a bambini e adulti che spesso si feriscono, in alcuni casi in modo irreparabile con ustioni e mutilazioni. A farne le spese sono anche gli animali, terrorizzati dalle esplosioni, tanto che molti cani e gatti domestici fuggendo impauriti causano incidenti stradali o, nella migliore delle ipotesi, finiscono in un canile.

I botti di Capodanno privi di etichettatura sono considerati illegali e proibiti dalla legge

«Chi, nonostante ciò, volesse usare botti e petardi – ricorda Renato – deve avere l’accortezza di acquistarli da rivenditori autorizzati, quelli comprati illegalmente o fatti in casa sono pericolosi; e devono usarli in luoghi sicuri lontani da bambini e animali. Evitare qualsiasi manipolazione dei prodotti, ad esempio lo svuotare e ricaricare, unire più pezzi insieme o fare un innesco artigianale, e comprare solo prodotti etichettati, i prodotti privi di un’etichetta regolamentare non sono in regola e sono da considerarsi “fuochi proibiti”».

Sembra banale ricordare e ripetere come comportarsi a Capodanno eppure, nonostante ciò, ogni anno si ripetono le scene di bambini e adulti al pronto soccorso con mani ed occhi ustionati o dita ferite in modo serio.

«Con l’auspicio che condividiate questo appello – termina l’asessore – auguro a tutti di iniziare il nuovo anno con gioia e serenità. Buon 2019!»


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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