Amazon apre a Camerano un nuovo deposito di smistamento

Operativo da quest’estate, creerà oltre 40 posti di lavoro a tempo indeterminato e permetterà l’assunzione di oltre 80 autisti

Camerano, 15 febbraio 2021 – Ad annunciarlo la stessa azienda in mattinata. Per l’estate è prevista l’apertura a Camerano di un nuovo deposito di smistamento Amazon di circa 4mila metri quadrati destinato a servire i clienti di Ancona e provincia.

Il capannone che lo ospiterà, i lavori d’adeguamento sono già iniziati, è situato tra le vie Campo d’aviazione e Dante Alighieri in prossimità della Golmar Adriatica e del Carrefour, una zona del territorio cameranese da sempre vocata alle attività industriali.

La nuova apertura produrrà non meno di 40 posti di lavoro a tempo indeterminato, alcune candidature per queste posizioni sono aperte già da oggi. Inoltre, si stima che permetterà ai fornitori locali dei servizi di consegna a domicilio di assumere oltre 80 autisti.

La ristrutturazione del magazzino avverrà secondo la logica dell’economia circolare. Verranno utilizzati i materiali migliori, riprogettati gli impianti di riscaldamento e condizionamento, installati nuovi macchinari per ridurre i consumi energetici, aperte numerose finestre, piantati nuovi alberi nel parcheggio destinato ai dipendi.

Insomma, tutto e di più per garantire ai dipendenti gli standard di lavoro ottimali. Un’opportunità importante, di questi tempi, sia per l’economia locale sia per una parte di quei lavoratori che si sono ritrovati senza un’occupazione grazie all’epidemia in atto.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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