A Camerano nel 2020 multati quattro automobilisti al giorno

Il 25% in più rispetto al 2019 che ha portato 371mila euro nelle casse comunali

Camerano, 2 aprile 2021 – Oltre 1.500 sono le sanzioni del Codice della strada, pari a 4 multe al giorno, che sono state elevate nell’ultimo anno dalla Polizia Locale di Camerano, per un ammontare di 371mila euro. Il 70% sono dovute ad eccesso di velocità, il 7% a divieti di sosta, mentre le altre violazioni riguardano per lo più la mancanza di copertura assicurativa, revisione del veicolo, sequestri, patente a punti, guida in stato di ebbrezza.

Le violazioni sanzionate sono aumentate di circa il 25% rispetto al 2019 e sono il risultato dell’aumento dei controlli con i normali pattugliamenti stradali, con il police control (8.000 vetture controllate con police control/pattugliamenti), e i rilevamenti fissi con gli autovelox. A queste vanno aggiunti 9 sequestri, 2 patenti sospese, 18 rimozioni, 24 interventi su incidenti, lo svolgimento di 41 pratiche assicurative e 21 ricorsi.

Nel report, diffuso dall’assessore alla Polizia Locale Costantino Renato, si legge che l’anno 2020 è stato caratterizzato anche da controlli legati all’emergenza sanitaria, che ha visto la Polizia Locale collaborare e coordinarsi con Carabinieri e Prefettura. I controlli sono avvenuti non solo su aree pubbliche ma anche presso le abitazioni private, e possono sintetizzarsi in 1.490 controlli totali su veicoli, persone, attività commerciali e di somministrazione che hanno prodotto 19 verbali.

Camerano – Servizio di pattugliamento della Polizia Locale (foto d’archivio)

Nel settore commercio la Polizia Municipale ha eseguito 40 accertamenti: 3 nell’edilizia, il resto alle condotte in violazione di ordinanze e regolamenti comunali che hanno prodotto 26 verbali. Sono invece 96 le attività relative a notifiche di polizia giudiziaria, notizie di reato e verifiche per conto della Questura, mentre 75 sono stati i sopralluoghi per la verifica dei rifiuti abbandonati o non conformi.

Intensa la funzione amministrativa, riguardante per lo più denunce di smarrimento documenti (21); pareri su pubblicità (32); occupazione suolo pubblico e passi carrabili (68); rilascio dei permessi di sosta (19); determine, ordinanze e rendiconti vari (oltre 162). Tra le pratiche svolte, va aggiunto anche il lavoro di notifica che ha riguardato 281 consegne e 370 accertamenti anagrafici. In supporto ai servizi sociali, sono state svolte 12 verifiche presso abitazioni popolari e 2 trattamenti sanitari obbligatori.

Camerano – L’assessore Costantino Renato (foto d’archivio)

«Gran parte dei proventi derivanti dalle multe saranno utilizzati per l’acquisto e la sistemazione della segnaletica e della manutenzione stradale – fa sapere l’assessore Renato – Quote minori sono destinate alla manutenzione periodica e all’assistenza della strumentazione operativa come police control, autovelox, videocamere, e ai software (canoni, banche dati, aggiornamenti), in dotazione alla Polizia Locale».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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