Pubblicato il bando per contributi alle imprese chiuse per Covid

Stabiliti i criteri per la concessione una tantum degli importi a fondo perduto alle aziende osimane. L'elenco di quelle escluse

Osimo, 8 ottobre 2020 – L’Amministrazione osimana ha pubblicato le modalità di accesso al bando per la concessione di contributi, una tantum e a fondo perduto, a sostegno delle imprese che sono state chiuse di conseguenza all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Finalità del Bando

Sostegno economico a fondo perduto. Con il provvedimento in questione si stabiliscono i criteri per la concessione di un sostegno economico a fondo perduto una tantum a favore delle imprese che operano nei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche, dei servizi alla persona, della ristorazione, dell’artigianato e delle attività ricettive. Misure che vanno ad affiancarsi ai corrispondenti interventi previsti a livello statale con il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.

Il sostegno economico riguarda:

  • gli esercizi commerciali di vicinato e le medie strutture di vendita non alimentari;
  • le attività di commercio su aree pubbliche;
  • le imprese che erogano servizi alla persona;
  • gli esercenti attività di ristorazione;
  • le imprese artigiane, compresi gli impiantisti e centri di revisione;
  • le strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, comprese le aziende agrituristiche ai sensi della L.R. n. 21/2011;
  • le agenzie di viaggio;

che operano sul territorio del Comune di Osimo e la cui attività è stata sospesa con conseguente calo o interruzione delle vendite e/o fatturato a seguito delle misure adottate dal Governo, dalla Regione Marche e dal Comune di Osimo nel periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19.

Soggetti esclusi

Sono escluse dall’erogazione del sostegno economico di cui al presente bando le imprese che esercitino, anche in misura non prevalente (accessoria), le seguenti attività che non sono state soggette a sospensione forzata:

  1. tutte le attività rientranti nell’allegato 1 al DPMC 11 marzo 2020, di seguito riportate:
  • Ipermercati, Supermercati e Discount di alimentari;
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari;
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici;
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ATECO: 47.2);
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati;
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4);
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione;
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie;
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica;
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale;
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici;
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia;
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento;
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono;
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.
  1. tutte le attività rientranti nell’allegato 2 al DPMC 11 marzo 2020, di seguito riportate:
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia;
  • Attività delle lavanderie industriali;
  • Altre lavanderie, tintorie;
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse;
  1. Attività di grandi strutture di vendita;
  2. Attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che forniscono beni e servizi;
  3. Sale giochi, sale bingo, sale scommesse ed in generale attività di scommesse e gioco che comprendono anche parzialmente apparecchi automatici;
  4. Agenzie di affari, attività finanziarie e di intermediazione mobiliare ed immobiliare;
  5. Attività inerenti servizi bancari, assicurativi, finanziari;
  6. Studi professionali;
  7. Parafarmacie ed erboristerie;
  8. Attività di “compro oro, argento e preziosi”;
  9. Attività di officina, quali riparazioni di veicoli, cantieri edilizi, imprese di costruzioni e attività analoghe;
  10. Edicole e tabaccherie;
  11. Associazioni sportive;
  12. Circoli privati e associazioni culturali-ricreative.

Restano escluse dal sostegno economico del bando tutte le imprese che, pur in possesso anche solo di un codice ATECO che consentiva l’apertura, hanno volontariamente deciso di sospendere l’attività.

La somma disponibile sul Bilancio di Previsione per il 2020/2022, per l’esercizio 2020 ammonta a € 100.000,00. Importo che verrà suddiviso tra le richieste pervenute. Ogni contributo non potrà essere inferiore ad € 200,00 e superiore ad € 500,00. Nel caso in cui le domande dovessero superare l’importo stanziato le stesse verranno evase nel rispetto del protocollo di arrivo.

Per le aziende che hanno anticipato ai loro dipendenti (max 5 dipendenti) l’erogazione degli ammortizzatori sociali verrà riconosciuto un incremento del 50% del contributo dovuto, fermo restando  il tetto massimo di € 500,00.

L’Amministrazione Comunale si riserva la possibilità di reperire ulteriori fondi al fine di soddisfare tutte le richieste pervenute.

Comunicazioni

Tutte le comunicazioni tra richiedente e Comune di Osimo dovranno passare attraverso il portale del SUAP – Sportello Unico Attività Produttive.

Per informazioni approfondite sulla partecipazione al Bando e le varie modalità, i soggetti interessati possono rivolgersi al Settore Sportello Unico Attività Produttive – mail: suap@comune.osimo.an.it  – Tel. 071 7249336-219.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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