Cna Ancona: la rivoluzione del Cashback

Tre i sistemi premiali previsti: Extra Cashback di Natale, Cashback 10% e Super Cashback

Ancona, 6 dicembre 2020 – La Cna di Ancona, nel ricordare ai propri soci che il 14 dicembre alle ore 21.15 terrà un approfondimento sindacale con vari ospiti che tratteranno non solo il Cashback, ma anche la lotteria degli scontrini e l’Xml7, entra nei dettagli della nuova iniziativa proposta dal governo che entrerà in vigore dall’8 dicembre in via sperimentale.

Il Cashback è definito nel Decreto MEF come “un programma infrannuale di rimborso in denaro a favore degli aderenti che, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, effettuano acquisti da esercenti mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici”. Per la gestione di tale programma, è stato predisposto il “Sistema Cashback” della società PagoPA (società pubblica).

Per quanto riguarda il consumatore l’adesione al programma avviene su base volontaria ed è riservato a tutti coloro che, in qualità di “aderenti” e di persone fisiche, effettuano acquisti presso esercenti dotati di dispositivi di accettazione fisici (il POS). Sono esclusi dall’iniziativa gli acquisti on line.

Il consumatore si registra nell’App IO o nei sistemi messi a disposizione da un Issuer convenzionato (“il soggetto che abbia sottoscritto con la PagoPA S.p.A. una convenzione per potere mettere a disposizione dei propri clienti, in alternativa all’APP IO, un sistema per l’adesione al programma.”), con il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronici, con cui vuole effettuare gli acquisti.

Se l’aderente intendesse registrare una carta di debito o prepagata abilitata al circuito PagoBancomat, PagoPA S.p.A. ottiene da Bancomat S.p.A. gli estremi identificativi della carta di debito o prepagata utilizzata dall’aderente, tramite il codice fiscale fornito in sede di registrazione dallo stesso. L’esercente che per incassare accetta strumenti di pagamento elettronici tramite un “Acquirer convenzionato”, consente al pagatore di partecipare al programma di cashback.

Gli esercenti devono essere dotati di POS che, per il tramite di software e/o applicazioni informatiche, permette al cittadino di pagare gli acquisti mediante strumenti di pagamento elettronici. Gli esercenti, commercianti, artigiani o professionisti, per verificare se gli acquisti effettuati dai propri clienti con strumenti di pagamento elettronici permettono loro di partecipare al programma di cashback, contattano il fornitore dei dispositivi di accettazione, chiedendo se abbia aderito (Acquirer convenzionato).

Per ciascun esercente, l’Acquirer con cui ha concluso un accordo finalizzato all’utilizzo dei dispositivi di accettazione di cui sopra, deve qualificarsi come “Acquirer convenzionato”, ossia deve aver sottoscritto una convenzione con PagoPA S.p.A. per partecipare al programma. Ad oggi, sono previsti tre sistemi premiali che, con diverse modalità a partire dall’8 dicembre 2020 potranno consentire differenti rimborsi:

Extra Cashback di Natale

in via sperimentale dal’8 dicembre 2020 con termine previsto al 31 dicembre 2020. Prevede che basti “un numero minimo di 10 transazioni regolate con strumenti di pagamento elettronici” per avere il 10% di rimborso, fino a un massimo di 150 euro che saranno accreditati nei primi mesi del 2021. Il rimborso, per questo cashback “sperimentale” sarà erogato nel mese di febbraio 2021;

Cashback 10% 

a partire dal 1° gennaio 2021. Permette al cittadino aderente un rimborso del 10% sull’importo degli acquisti che ha effettuato presso negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o da artigiani e professionisti, con gli strumenti di pagamento, registrati in fase di adesione al programma tramite l’App IO o altro mezzo resogli disponibile da un soggetto convenzionato con PagoPA per offrire al proprio cliente, in alternativa all’App IO, un sistema per l’adesione al programma. Non concorrono gli acquisti online. Ogni 6 mesi, se si effettua un minimo di 50 pagamenti, si riceve il 10% dell’importo speso, fino ad un massimo di 150€ di rimborso complessivo (ovviamente per semestre). Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 euro;

Super Cashback 

a partire dal 1° gennaio 2021 per i primi 100.000 cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento, fino al concorso di 1.500 euro per semestre nel periodo di validità del programma.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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