Terapia d’urto per le attività commerciali e produttive loretane

A chiederla in una mozione è Loreto Libera. Castagnani: “si riveda il sistema delle soste auto, si prevedano sgravi nelle tariffe e il sostegno agli affitti degli esercizi commerciali e meno lungaggini nelle autorizzazioni per gli spazi di bar e ristoranti all'aperto

Loreto, 12 maggio 2020 – Arriva in Comune una mozione della lista Loreto Libera sulla Tutela del sistema economico loretano – post fase 1/Emergenza Covid-19. L’iniziativa, promossa dal consigliere comunale Gianluca Castagnani, segue quella della mozione regionale in cui lo stesso consigliere ha fatto inserire la previsione del sostegno alle aziende relative a tutto l’indotto della produzione di  articoli religiosi.

«Una continua attenzione – esordisce Castagnani – a coloro che vivono di questo, che hanno piccoli o grandi negozi e che ‘campano’ sul turismo. La mannaia del Coronavirus però non può essere una giustificazione per non fare nulla perché si comprometterebbe il bilancio comunale. Si innescherebbe un circuito vizioso, ‘il cane che si morde la coda’. Noi, con le nostre misure, chiediamo solo azioni di buon senso».

Loreto – Corso Boccalini deserto

«Alcune di queste – continua Castagnani – tendono a compensare i mancati introiti dei parcheggi relativi alla sosta a pagamento con la riserva di posti per studi medici, tecnici, negozi, o alberghi che pagherebbero un canone annuo pur di non veder ‘fuggire’ il turista, evitando il fenomeno del mordi e fuggi che a Loreto purtroppo è accentuato».

Ma non finisce qui. Loreto Libera, nella sua mozione, chiede anche di rendere gratuiti i parcheggi sulle strisce blu nel periodo estivo dopo le ore 17, in modo da far rimanere anche chi, dopo essere stato al mare, vuole fermarsi per cenare o per acquistare qualcosa.

Gianluca Castagnani e Cristina Castellani di Loreto Libera

Per Cristina Castellani, inoltre: «Occorre essere più indulgenti sul pagamento della tassa d’occupazione del suolo pubblico, oltre a sospendere la tassa sulla segnaletica commerciale almeno sino al 31dicembre».

Una mozione ricca di proposte dunque, aperta a tutti i suggerimenti e alle modifiche necessarie,  che intende dare una scrollata a livello locale per tutelare i commercianti e non solo.

«La nostra comunità per ripartire ha bisogno anche del sostegno dell’ente locale – conclude Gianluca Castagnani – che è chiamato a fare scelte di programmazione in merito. Non si può affermare di voler rilanciare la situazione sul turismo e la cultura senza pensare di sostenere chi deve accogliere i turisti, oltre a dover affrontare la sfida della ripartenza nei prossimi mesi».

 

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di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Palermo (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

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