Duecento abeti ai commercianti fidardensi più ‘Natale in vetrina’

Un concorso per decretare le vetrine più ricche e meglio addobbate

Castelfidardo, 19 novembre 2021 – Mentre si va definendo il cartellone di Natalfidardo che non farà mancare piacevoli sorprese, l’Amministrazione comunale lancia un paio di iniziative mirate a coinvolgere il tessuto economico.

Grazie all’azione sinergica degli assessorati Attività produttive e Cultura e Turismo, quest’anno verrà donato un albero di Natale a tutti i commercianti della città, ai quali si chiede il semplice impegno di esporlo e, una volta trascorse le festività, di piantarlo in un’area verde oppure di restituirlo alla stessa amministrazione.

«Una scelta – spiegano gli assessori Sergio Foria e Ruben Cittadini ispirata dalla volontà di creare un’atmosfera suggestiva e di stimolare creatività e partecipazione, esprimendo al tempo stesso un gesto di vicinanza ad una categoria cui, dopo due anni di restrizioni, si vuole dare un augurio di prosperità e rilancio».

Un messaggio all’insegna della sostenibilità ambientale, dal momento che i 200 abeti che verranno consegnati sono piante verdi, vive, che contribuiranno a ridurre le emissioni di CO2.

Un’idea che fa il paio con un’altra iniziativa. In collaborazione con la Pro Loco, si introduce il concorso “Natale in vetrina”, che prevede l’assegnazione di un riconoscimento ai primi tre classificati. Per partecipare, basta compilare la domanda che il Comune sta facendo pervenire via mail a tutti i commercianti. Sarà una speciale giuria composta da esponenti della Giunta comunale, della Consulta attività produttive, della Pro Loco e delle associazioni di categoria a prendersi la gradevole responsabilità di valutare quali addobbi e vetrine abbiano maggiormente catturato l’attenzione.

Per Info: Ufficio cultura: 071 782 93 49.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo