SanGermano18 la Birra Agricola di Corrado Pirani

C’è birra e birra ma per produrla artigianalmente a San Germano bisogna prima coltivare la terra

Camerano, 23 luglio 2020 – Quando si parla di birra, la bevanda alcolica più antica del vino, viene subito in mente il mondo dei Faraoni (gli antichi egizi ne rivendicano la paternità, suffragata nei suoi romanzi dal celeberrimo Wilbur Smith).

Una bevanda che arriva da così lontano nel tempo, non stupisce se oggi sia la terza più consumata al mondo dopo caffè e tè, staccando il vino di alcune lunghezze. Sono tanti i fattori che ne hanno determinato il successo: la sua longevità, la sua sapidità, la sua vocazione a manipolazioni d’ogni sorta capaci di soddisfare i palati e i gusti ad ogni latitudine, la bravura dei mastri birrai sparsi in ogni continente.

Camerano – Corrado Pirani

E a proposito di mastri birrai a Camerano ce n’è uno, Corrado Pirani, che della produzione di birra ne ha fatto un lavoro. Prima per necessità poi, via via appassionandosi e specializzandosi, quasi una missione. Coadiuvato in azienda da Lisa, la sua compagna di vita e socia tifosissima del progetto.

Nel 2009 Corrado era impiegato in un’industria metalmeccanica e si occupava di stampaggi. Quando l’azienda ha chiuso lui si è visto costretto a reinventarsi e, insieme a Lisa, è diventato imprenditore di se stesso fondando e avviando un’azienda agricola con annesso un birrificio. È nato così il Birrificio Agricolo SanGermano 18. Il 2 giugno 2013 Corrado e Lisa hanno prodotto la prima cotta professionale e il 13 luglio di quell’anno hanno stappato la prima bottiglia di Birra Agricola del Conero.

Camerano – Corrado Pirani e la compagna e socia Lisa, titolari del Birrificio Agricolo San Germano 18

Attenzione, birra agricola, diversa da quella industriale dal momento che è prodotta a livello artigianale, non pastorizzata e non filtrata. Una bevanda sana e viva che non contiene conservanti o additivi chimici ma sali minerali, proteine, lieviti benefici, antiossidanti naturali e fibre solubili.

Prima del 2003 non esisteva un protocollo che permettesse agli agricoltori di fare la birra. Ci ha pensato Emiliano Landi di Copagri, in quell’anno, facendo nascere il Consorzio dei Produttori dell’Orzo e della Birra (COBI) al quale Corrado e Lisa sono iscritti. Il passo successivo è stato quello della Birra Agricola. Il funzionamento è semplice: l’agricoltore produce l’orzo e il grano che deve però essere maltato, un processo di cui si occupa COBI. A malto ottenuto questo torna nell’azienda agricola per la lavorazione finale. Ma attenzione: per potersi fregiare della denominazione di Birra Agricola l’agricoltore, oltre a coltivare l’orzo (Corrado e Lisa lo fanno su due ettari di terra), deve possedere un laboratorio con tutte le attrezzature necessarie per prodursi la birra da solo.

Camerano – Grazie a questo macchinario viene prodotta la birra agricola al birrificio San Germano 18

Il Birrificio San Germano 18 di Corrado e Lisa, nella frazione e via omonima a Camerano, non si occupa solo della vendita diretta delle proprie birre. Dal momento che il laboratorio è anche Agriturismo, nella bella stagione sotto ad un pergolato ricevono i propri clienti proponendo loro merende a base di degustazioni di birre accompagnate da panini al salame, cresce, paccasassi e un apprezzatissimo hamburger per vegetariani. Con questi presupposti, una visita vale la pena, dando così seguito all’invito di Corrado che recita: “Coltiviamo la terra per fare le nostre birre… Gustatevi la differenza!

Birrificio Agricolo SanGermano18 – Via San Germano, 18 – 60021 Camerano – AN

www.sangermano18.it; mail: info@sangermano18.it – Tel. 071 732057 – mobile: 338 3073943

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Complimenti graditi che si fanno denuncia

Ginesi si complimenta per il mio E-book “Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi”: e lancia un monito a non abbassare la guardia


6 agosto 2020 – A distanza di due giorni dall’uscita del mio E-book Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi il professor Armando Ginesi (foto), che con i suoi scritti in esso pubblicati ha contribuito a rendere completo, esaustivo e certo migliore, mi scrive una lettera che voglio condividere con i lettori. Un po’ per narcisismo professionale: troppo gratificante il suo giudizio per tenerlo solo per me; un po’ perché, puntuale come sempre, Ginesi ci riporta alla nuda e cruda realtà di questi giorni che vede salire di nuovo la curva dei positivi da Covid-19, e scendere in modo preoccupante l’età dei ricoverati nelle terapie intensive: sono sempre di più i giovani colpiti dal virus. Mi scrive Ginesi:

“Carissimo amico,
ho letto tutto. Complimenti. Lei ha prodotto un documento di straordinario interesse, ricchissimo di dati (sono quelli che più contano). Mi auguro venga acquistato quanto più possibile dalle persone raziocinanti, soprattutto da coloro che credono di aver vinto la guerra, mentre abbiamo solo, a grave prezzo ma con indubbie intelligenza e abnegazione, vinto una battaglia.

Perché il nemico non è stato sconfitto, è lì, in agguato, pronto ad approfittare della nostra insipienza e della nostra tendenza alla spensieratezza, a quel mandolinismo che tanti nel mondo, e non del tutto ingiustamente ci rimproverano, perché suonato anche quando le cose sono serie e bisognerebbe rispondere con ben altri atteggiamenti.

Abbiamo conosciuto un momento esaltante di solidarietà, di intelligenza pratica, di onestà sociale e, diciamolo senza tema di apparire retorici, di eroismo. Mi riferisco soprattutto ai comportamenti straordinariamente altruistici di medici, infermieri, personale sanitario in genere, volontari, forze dell’ordine, di tutti coloro che, a vario titolo,maggioranza della popolazione civile compresa sono stati impegnati nel combattere l’infame e perfido nemico.

Ma adesso attenzione, perché la tensione si è allentata, le maglie comportamentali sono diventate molto, troppo, più larghe, l’andamento della classe politica e dei legislatori in specie si è fatta ancora più sbilenca, contraddittoria: nel mondo della produzione, del commercio (non di tutto), della pubblica amministrazione, dei trasporti, si pretendono giustamente comportamenti di cautela, mentre nel variegato universo  del divertimento e in parte di quello del trasporto (figli e figliastri) si consente tutto il contrario, non vedendo o facendo finta di non vedere, non si sa se per  connivenza o per schizofrenia.

Il suo libro è utilissimo per riflettere. Che è quanto non si fa in questo Paese da lunapark. E grazie per l’inserimento dei miei scritti sul tema o su argomenti afferenti. Dio solo sa quanti insulti mi hanno procurato.

In bocca al lupo e buon lavoro. Di questa stampa che parla chiaro c’è bisogno in Italia e nel mondo”.

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