Sirolo – Via libera alle celebrazioni di matrimoni in spiaggia e dimore storiche

Ai non residenti l'autorizzazione costerà oltre mille euro

Sirolo – Con una specifica delibera di Giunta, il Comune ha approvato la celebrazione dei matrimoni con rito civile sulle spiagge del litorale: aree a concessione demaniale a privati, o tratti di spiaggia libera, nonché in luoghi o immobili aperti al pubblico di particolare pregio turistico e/o artistico, architettonico, storico, ambientale, che siano nella disponibilità giuridica del Comune, ed espressamente autorizzati dalla Giunta comunale.

Il tratto di spiaggia o il luogo aperto o immobile nel quale si svolgerà il rito nuziale, deve risultare preventivamente definito, avere carattere duraturo, deve essere destinato per il tempo necessario esclusivamente all’attività amministrativa che sottende il rito nuziale stesso, e dunque sottratto alla fruizione da parte di altri soggetti.

Presto anche a Sirolo si potranno vedere spiagge addobbate per i matrimoni

Il Comune, provvederà ad avvisare i concessionari di spiagge demaniali e i proprietari di luoghi di pregio che rientrano nella delibera che dovranno, se interessati, dedicare all’iniziativa una porzione degli spazi che gestiscono (non inferiore a 25 metri quadrati), con carattere di continuità temporale. Tale porzione di spazio, dovrà essere indicata tramite apposita cartografia da allegare alla domanda di  adesione.

Successivamente, gli uffici comunali redigeranno un apposito elenco dei siti dove sarà possibile celebrare il rito nuziale civile, con valore giuridico, che verrà sottoposto all’approvazione della Giunta.

È stato stilato un tariffario per le celebrazioni dei matrimoni civili nei suddetti luoghi: € 300,00 per i residenti e € 1.000,00 per i non residenti.

A questi importi si deve aggiungere:

  • il deposito di una cauzione di € 200,00 a garanzia della rimozione e della pulizia nei termini fissati, delle spiagge libere;
  • il pagamento all’ufficio demanio di € 20,00 per le sole spese di istruttoria, fermo restando che nulla è dovuto per l’occupazione temporanea di spiaggia libera demaniale, e fermo restando l’obbligo di acquisire l’atto autorizzatorio.

Il versamento di questi importi dovrà avvenire almeno dieci giorni prima della data del matrimonio. La cauzione dovrà essere versata all’Ufficio economale che provvederà a svincolarla su comunicazione della Polizia municipale dell’avvenuto ripristino e pulizia dell’area o immobile.

È stato anche stabilito che al concessionario e/o proprietario che aderirà all’iniziativa, e che dovrà stipulare con il Comune un contratto di comodato di durata quinquennale, nulla è dovuto da parte del Comune e degli sposi.

I matrimoni potranno essere celebrati:

a) secondo sabato del mese: mattino dalle ore 10.00 alle ore 12.00 – pomeriggio dalle ore 17.00 alle ore 19.00;

b) il primo ed il terzo sabato del mese: mattino dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Il provvedimento non consente deroghe di giornate e/o orari. Per particolari esigenze, altri giorni od orari potranno essere definiti e concordati con l’Ufficiale di Stato civile.

 

redazionale 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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