Ultima sessione di casting a Osimo e Numana per il film Il gatto e la luna

Sabato 17, provini a Numana e domenica 18, a Osimo

Osimo si trasforma in set cinematografico e si prepara ad ospitare la troupe del film “Il gatto e la luna”, nelle sale il prossimo anno. Il regista Roberto Lippolis (all’attivo lavori con attori del calibro di Maria Grazia Cucinotta), ha scelto di girare parte delle scene della sua nuova pellicola nella città sotterranea, negli interni di Palazzo San Gallo e poi lungo via Campana, piazza Dante e nei giardini di Piazza Nuova.

da sinistra, l'attore osimano Enzo Storico e il regista Roberto Lippolis, artefici del film Il gatto e la luna che verrà girato a ottobre in città
da sinistra, l’attore osimano Enzo Storico e il regista Roberto Lippolis, artefici del film Il gatto e la luna che verrà girato a ottobre in città

“Luoghi incantevoli che offriranno un particolare fascino a questo straordinario film” – ha commentato Lippolis, ringraziando il sindaco Pugnaloni per la collaborazione e la concessione del patrocinio da parte del Comune.

Già a fine luglio il regista era stato in visita a Osimo per effettuare il sopralluogo in previsione delle riprese che verranno effettuate in loco il mese prossimo, a ottobre. C’è molto di “senzatesta” nel film prodotto dalla Ventitré s.r.l.  Oltre agli ambienti, infatti, osimano è uno dei volti principali de Il gatto e la luna, Enzo Storico, attore nato e cresciuto in città, dove ha frequentato le scuole superiori (maturità conseguita presso l’istituto Corridoni), e dove ha mosso i primi passi nel mondo della recitazione.

Il Teatrino Campana è stato il suo primo palcoscenico e il trampolino di lancio che l’ha portato prima al Dams di Firenze, poi a Roma, dove ha intrapreso la carriera di attore. Tra i suoi lavori più interessanti, la partecipazione nel film DeKronos – il demone del tempo del 2005, per la regia di Rachel Bryceson Griffiths. L’attore è ora pronto a tornare a casa, ma non sarà l’unico interprete osimano a calcare le scene del lungometraggio. Domenica 18 settembre, infatti, presso il Teatrino Campana, dalle 9 alle 16, verranno effettuati provini per assegnare ruoli minori ancora scoperti.

Il casting è aperto a  ragazzi e ragazze di età compresa tra i 20 e i 28 anni e a uomini e donne tra i 45 e i 50 anni. Per l’occasione saranno presenti a Osimo sia il regista che Enzo Storico insieme all’organizzatore di produzione Massimo Storico.

Enzo Storico, Roberto Lippolis e membri della troupe accompagnati nei sotterranei delle grotte osimane da Simone Pugnaloni
Enzo Storico, Roberto Lippolis e membri della troupe accompagnati nei sotterranei delle grotte osimane da Simone Pugnaloni

Sabato 17 gli stessi provini si svolgeranno a Numana, presso il cinema Italia di via Matteotti, dalle 10 alle 17. Osimo non è infatti l’unica location della zona che farà da sfondo al film. L’intera regione Marche sarà protagonista della pellicola. Tra le città che hanno scelto di concedere il Patrocinio ci sono anche Servigliano, Fermo, Pedaso e Numana, le cui spiagge ai piedi del Monte Conero, insieme a Piazza della Torre e ai caratteristici vicoli, faranno da cornice alle scene surreali e magiche contenute nel film.

Quella che si svolgerà nel week-end tra Numana e Osimo sarà l’ultima sessione dei casting. Escluse dai provini, sono le comparse, che saranno reclutate solo nelle fasi successive del lavoro. Il primo ciak della pellicola è già stato girato tra il 19 e il 21 agosto a Servigliano, in occasione della 48^ edizione del Torneo Cavalleresco di Castel Clementino.

Alcuni momenti caratteristici della nota rievocazione storica sono stati ripresi in diretta dalla troupe cinematografica con Enzo Storico calato in abiti quattrocenteschi. Il prossimo mese toccherà a Osimo e alle sue ricchezze artistiche, nonché ai suoi cittadini, entrare nella macchina da presa. Tra i protagonisti del lungometraggio, al fianco di Storico, ci saranno l’attrice e modella tedesca Nastassja Kinski e l’italo-statunitense Paul Sorvino. Il film ha già stipulato accordi con una casa di produzione americana e valicherà i confini nazionali per essere proiettato in Europa e negli Stati Uniti.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel Sanremo che non c’è più

E che il Covid non sia la scusa per coprire la latitanza della canzone italiana


3 marzo 2021 – Si può scrivere, perché in fondo lo penso davvero, che la prima serata del 71° Festival della canzone italiana di Sanremo non mi sia piaciuta? Facile sparare sulla Croce Rossa, certo, ma proprio non ce la faccio a trovare aggettivi “complimentosi”. E se a metà serata di un brodo allungato con cento banalità mi sono addormentato sul divano – non mi era mai successo nelle ultime cinquanta edizioni – significa che proprio non mi è piaciuto.

Direte: sei cattivo, ingeneroso, fallo tu, in questi tempi da colera, un Festival come si deve. Un Festival con le mascherine, senza pubblico, con l’obbligo del distanziamento. Anzi, di più, con l’obbligo di farlo a tutti i costi perché i conti Rai vanno messi a posto costi quel che costi.

Osservazioni sacrosante, certo; infatti, fosse dipeso da me non lo avrei fatto. Ma non è questo il punto dal mio punto di vista, sia ben chiaro. Un punto di vista del tutto personale di uno che, siccome paga obbligatoriamente un canone per accendere la Rai, si sente autorizzato a esprimere pubblicamente quel che della Rai gli piace o non gli piace. Direte: se non ti piace, cambia canale. Certo, azione possibile ma, se lo facessi, porrei fine ad una onorata carriera ormai antica di fedelissimo del Festival che in passato non ha mai saltato un’edizione. Perché troncare di netto la mia personalissima corsa verso un record: quello cioè d’ascoltatore fedele nei secoli?

Non ci sono più i Festival di Sanremo di una volta, semplicemente perché non ci sono più le canzoni di una volta, i cantanti di una volta, gli ospiti e le star di una volta. Forse, non c’è più neppure una volta, sì, quella volta là che… E qui casca l’asino, cioè io. Perché una volta non c’è mai stato il Covid di oggi… ma che non sia una scusa, però. Come non sia una scusa che non c’è più il pubblico di una volta.

Ieri sera, Fiorello (in foto a destra) non è mai stato il Fiorello di una volta e, di conseguenza, neppure Amadeus (in foto, a sinistra). Bravi per “mestiere” e nulla più. La co-conduttrice Matilda De Angelis ha fatto simpaticamente e disinvoltamente il suo; Zlatan Ibrahimović ha fatto la caricatura di Zlatan ma lo vedo meglio in pantaloncini corti e scarpette chiodate nonostante l’età; il glam rock di Achille Lauro va da sé che non mi è piaciuto (ma sono io l’asino, l’ho già detto), mentre Loredana Bertè è stata sì quella di una volta grazie al medley di successi del passato. Certo, la Bertè di una volta aveva un’altra voce ma gli anni passano per tutti mentre i successi restano.

Sulle canzoni in gara stendo un velo pietoso, lo stesso velo che si è steso sui miei occhi fino a quando non si sono chiusi portandomi da Morfeo. Finché sono riuscito a tenerli aperti, quel che hanno sentito le mie orecchie hanno fatto stridere i nervi e attanagliare le viscere. Sul palco ad esibirsi, a parte un paio d’eccezioni, non c’erano i testimonial della musica italiana d’autore bensì i più cliccati sul web. E lo sa il mondo intero: non bastano 10 milioni di like per fare di un pezzo una canzone con la C maiuscola, o di un cantante un grande interprete con una grande voce.

Era il primo ascolto quello di ieri, un ascolto per giunta assonnato. Per cui rimando altri giudizi alle successive serate, nella speranza che Morfeo si faccia i fatti suoi. Chiudo con gli ascolti di ieri. 11 milioni 176 mila, pari al 46.4% di share, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la prima serata del 71° Festival di Sanremo nella prima parte; la seconda parte ne ha avuti 4 milioni 212 mila con il 47.8%  Lo scorso anno, sempre nella prima serata, la prima parte aveva avuto 12 milioni 480 mila spettatori con il 51.2%, la seconda 5 milioni 697 mila con il 56.2%. Curiosissimo di vedere come andrà questa sera.

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