Osimo – Dajerobs: il “social” diario di bordo diventa un libro

Presentazione del libro ““Tu con me” di Roberta Salvati e Veronica Fermani

Osimo – L’appuntamento è per domenica 24 Settembre, ore 17.30, presso le Grotte del Cantinone in Via Fontemagna 12. Una storia di sofferenza che diventa strumento di speranza per chi si ritrova oggi a combattere contro il cancro: Roberta Salvati, trentenne di Foligno, ha sconfitto il linfoma di Hodking che l’aveva colpita un anno fa. Sua mamma Fulvia invece, ammalatasi anche lei poco dopo, non ce l’ha fatta.

Il web conosce bene questa storia di amore e dolore raccontata quotidianamente sulla pagina Facebook “Dajerobs”, che oggi conta più di 18.000 followers. E proprio quel diario di bordo che ha conquistato tanti italiani, diventa un libro.

Osimo – Il libro “Tu con me” di Roberta Salvati e Veronica Fermani che verrà presentato alle Grotte del Cantinone domenica 24 settembre

“Tu con me”, edito da Bertoni Editore e scritto a quattro mani da Roberta Salvati e dalla giornalista marchigiana Veronica Fermani, racconta l’altra faccia del cancro: quella della vita che esplode all’improvviso, dell’amore incondizionato, della bellezza di una giornata di pioggia, di uno starnuto, di una passeggiata all’aria aperta.

“Questo libro – spiega Roberta Salvati – descrive quella che è stata la mia vita nell’ultimo anno. Con me c’è stato il cancro che ha cambiato definitivamente le mie giornate. Con me ci sono state tante e tante persone che attraverso i social mi hanno fatto sentire meno sola. Con me c’era e c’è ancora oggi la mia dolce mamma”.

“Queste pagine – commenta l’altra autrice, la giornalista marchigiana Veronica Fermani – riflettono la forza straordinaria di Roberta, quella sua capacità di guardare sempre oltre la sofferenza, che ha conquistato tante e tante persone sul web. Chi conosce la malattia non è altro che un instancabile portatore di vita, poiché lotta quotidianamente per conservarla”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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