L’Autoclub Luigi Fagioli ha festeggiato San Cristoforo

Sfilata di auto storiche con partenza da Piazza Boccolino, poi Campocavallo, Padiglione Filottrano e ritorno

Osimo, 27 luglio 2020 – Sabato 25 luglio l’Autoclub Luigi Fagioli di Osimo ha festeggiato San Cristoforo, protettore degli automobilisti.

Nella cittadina osimana si è svolta la tradizionale sfilata dedicata al Santo, interrotta diversi anni fa e quest’anno ripresa per iniziativa del presidente dell’Autoclub Sandro Freddo e del suo staff.

Si è dato il via ai veicoli storici Asi in Piazza Boccolino: attraversando le località di Campocavallo e Padiglione i partecipanti si sono diretti alla volta di Filottrano. Qui è stato loro consegnato un ricordo della manifestazione per poi far rientro ad Osimo.

Osimo – La benedizione ai partecipanti impartita da don Dino Cecconi

Alla presenza dell’assessore Mauro Pellegrini, del comandante della Polizia municipale Daniele Buscarini e dei rappresentanti della Polizia di stato, il parroco del Duomo di Osimo don Dino Cecconi ha impartito la benedizione a tutti i partecipanti.

Il Presidente dell’Autoclub Sandro Freddo, entusiasta per la buona riuscita dell’evento, ha ringraziato tutti i presenti dando appuntamento al prossimo anno.

 

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Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Complimenti graditi che si fanno denuncia

Ginesi si complimenta per il mio E-book “Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi”: e lancia un monito a non abbassare la guardia


6 agosto 2020 – A distanza di due giorni dall’uscita del mio E-book Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi il professor Armando Ginesi (foto), che con i suoi scritti in esso pubblicati ha contribuito a rendere completo, esaustivo e certo migliore, mi scrive una lettera che voglio condividere con i lettori. Un po’ per narcisismo professionale: troppo gratificante il suo giudizio per tenerlo solo per me; un po’ perché, puntuale come sempre, Ginesi ci riporta alla nuda e cruda realtà di questi giorni che vede salire di nuovo la curva dei positivi da Covid-19, e scendere in modo preoccupante l’età dei ricoverati nelle terapie intensive: sono sempre di più i giovani colpiti dal virus. Mi scrive Ginesi:

“Carissimo amico,
ho letto tutto. Complimenti. Lei ha prodotto un documento di straordinario interesse, ricchissimo di dati (sono quelli che più contano). Mi auguro venga acquistato quanto più possibile dalle persone raziocinanti, soprattutto da coloro che credono di aver vinto la guerra, mentre abbiamo solo, a grave prezzo ma con indubbie intelligenza e abnegazione, vinto una battaglia.

Perché il nemico non è stato sconfitto, è lì, in agguato, pronto ad approfittare della nostra insipienza e della nostra tendenza alla spensieratezza, a quel mandolinismo che tanti nel mondo, e non del tutto ingiustamente ci rimproverano, perché suonato anche quando le cose sono serie e bisognerebbe rispondere con ben altri atteggiamenti.

Abbiamo conosciuto un momento esaltante di solidarietà, di intelligenza pratica, di onestà sociale e, diciamolo senza tema di apparire retorici, di eroismo. Mi riferisco soprattutto ai comportamenti straordinariamente altruistici di medici, infermieri, personale sanitario in genere, volontari, forze dell’ordine, di tutti coloro che, a vario titolo,maggioranza della popolazione civile compresa sono stati impegnati nel combattere l’infame e perfido nemico.

Ma adesso attenzione, perché la tensione si è allentata, le maglie comportamentali sono diventate molto, troppo, più larghe, l’andamento della classe politica e dei legislatori in specie si è fatta ancora più sbilenca, contraddittoria: nel mondo della produzione, del commercio (non di tutto), della pubblica amministrazione, dei trasporti, si pretendono giustamente comportamenti di cautela, mentre nel variegato universo  del divertimento e in parte di quello del trasporto (figli e figliastri) si consente tutto il contrario, non vedendo o facendo finta di non vedere, non si sa se per  connivenza o per schizofrenia.

Il suo libro è utilissimo per riflettere. Che è quanto non si fa in questo Paese da lunapark. E grazie per l’inserimento dei miei scritti sul tema o su argomenti afferenti. Dio solo sa quanti insulti mi hanno procurato.

In bocca al lupo e buon lavoro. Di questa stampa che parla chiaro c’è bisogno in Italia e nel mondo”.

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