Giuseppina Virgili riconfermata presidente Lions Club Osimo

Nel corso della serata premiati i vincitori del concorso fotografico sull’ambiente

Osimo, 9 luglio 2018 – Con la Festa d’Estate del Lions Club locale è iniziato il secondo anno di presidenza di Giuseppina Virgili.  «Ricoprire per un altro anno questo ruolo – ha esordito la Presidente – è il risultato di una decisione ponderata, ma quello che mi ha convinto è stato l’orgoglio di svolgere un ruolo importante nella nostra associazione, nello spirito del motto che guida i nostri passi We serve, e l’appoggio incondizionato di una squadra che mi ha supportato nell’anno corrente e che continuerà a supportarmi».

Dopo avere elencato i componenti del nuovo Direttivo, la Virgili ha dichiarato che il Club ha raggiunto gli obiettivi prefissati nell’anno sociale appena concluso: la lotta al diabete, la raccolta occhiali usati, la lotta alla fame, l’ambiente, i giovani e l’oncologia pediatrica.

A dimostrazione della vitalità del Club che ha registrato l’ingresso di sei nuovi soci nell’anno appena trascorso, nell’ambito della serata è divenuta socia Beatrice Canalini presentata da Franco Cedraro.

In chiusura, la premiazione dei vincitori della 2a edizione del Concorso Fotografico Io l’ambiente lo voglio così, dedicato a Giovani e ambiente: tutela, sostenibilità e buone pratiche. Sono state proiettate le tre foto prescelte: il primo premio è stato assegnato alla Scuola Media Giacomo Leopardi, rappresentata dalla Prof.ssa Argentina Severini, il secondo a Barbara Binci e il terzo a  Davide Platti.

 

di Rossana Giorgetti Pesaro


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAOS DEL GIORNALISMO – CASTE DELL’INFORMAZIONE

12 novembre 2018 – Editori di giornali, giornalismo e giornalisti nell’occhio del ciclone in Italia. Una categoria, quella dell’informazione nostrana, che un po’ rispecchia l’andazzo della Nazione e dove da tempo occorrerebbe mettere mano. Con il Governo attuale pronto a farlo come i 5stelle e Di Maio hanno preannunciato.

Caos è il primo termine che mi esce dalla penna, con tutto il rispetto verso i vari attori della commedia. Dove, a proposito di teatro, i vari registi mettono in scena la stessa rappresentazione ma interpretandola ognuno a modo proprio. Una scenografia da teatro dell’assurdo disegnata su più livelli dove, a farla da padrone, ci sono in primis gli editori e in secundis i profitti. Con quel diavolo di Godot (l’informazione seria e professionale), che tutti aspettano ma che non arriva mai.

Traduciamo. Gli editori, che hanno la cassa in mano, pagano otto euro a pezzo (spese comprese) alla stragrande maggioranza dei giornalisti. Facciamo due conti. Per arrivare a guadagnare uno stipendio di 1.200 euro, il poveretto dovrà scrivere 150 pezzi in un mese. Sono cinque articoli al giorno per 30 giorni. E questo significa che o fai tanti copia-incolla o non ce la fai.

Contributi statali alla carta stampata? Ammontano ad oltre 52milioni di euro l’anno (dati 2017). Avvenire, 5,9 mln; Italia Oggi 4,8; Libero 3,7; Il Manifesto 3 mln; Quotidiano del Sud 2,8, per citare i primi 5. Con i periodici della Chiesa che la fanno da padrone e con finte cooperative create ad hoc per poterli incassare. Forse caos non è il termine adatto.

Giornalisti schierati? Certo, tutti quelli che scrivono per testate schierate o di proprietà di partiti politici. Se non sei d’accordo, o cambi giornale o cambi mestiere. Tanti si allineano.

L’Odg, l’ordine nazionale dei giornalisti, tutto questo lo sa benissimo ma si limita a pretendere 120 euro l’anno come quota associativa da parte degli iscritti. Da tutti, compresi quelli, la maggioranza, che a 1.200 euro al mese non arriveranno mai. E lo sa benissimo anche la Fsni, il sindacato unitario dei giornalisti che a loro nome firma i contratti nazionali di categoria. Lo sa la Fieg, federazione editori giornali, e l’Usigrai, sindacato giornalisti Rai… Tutti lo sanno e nessuno che intervenga.

Esistono editori seri che editano giornali seri dove scrivono tanti giornalisti in gamba, che con difficoltà immani si muovono in questo marasma da riordinare e bonificare. E mi sa che dopo questo pezzo, anch’io dovrò cambiare mestiere…

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