Automotoretrò premia l’Autoclub Luigi Fagioli di Osimo

Consegnata al presidente Freddo la Manovella d’Oro 2016

Osimo – In occasione della 35° edizione di Automotoretrò, manifestazione nata con lo scopo di incentivare il collezionismo d’epoca privato e divenuta punto di riferimento nel settore con oltre 1.000 espositori e più di 60.000 visitatori provenienti da ogni parte d’Europa, si è tenuta la cerimonia di premiazione di tutte le categorie A.S.I. per l’anno 2016.

Il momento della premiazione
Torino – Il momento della premiazione dell’Autoclub Luigi Fagioli di Osimo

Teatro dell’evento il Lingotto di Torino, polo fieristico inserito nello storico tessuto industriale torinese, riconvertito dall’architetto Renzo Piano in una struttura multifunzionale.

All’Autoclub Luigi Fagioli di Osimo, rappresentato dal Presidente Sandro Freddo e da una piccola delegazione di soci, è stata consegnata la Manovella d’Oro 2016 quale riconoscimento per l’ottima riuscita del XX Trofeo Coppa Fagioli – Raduno Tra i Colli Marchigiani.

La targa consegnata al presidente
La targa consegnata al presidente dell’Autoclub osimano, Sandro Freddo

La manifestazione viene organizzata ogni anno nel mese di settembre con il duplice scopo di ricordare il famoso pilota osimano Luigi Fagioli e di immergersi nelle bellezze che il nostro territorio ci offre.

Soddisfazione raddoppiata grazie alla consegna del “Premio Speciale Marco Polo”, riconoscimento ottenuto per il raduno “Gran Tour delle Marche – Dalla Città di Federico II”, svoltosi nel mese di Giugno e organizzato dai Club Cjmae di Jesi, Luigi Fagioli Osimo, Campe di Porto San Giorgio e Caspim di Ascoli Piceno.

La delegazione
La delegazione dell’Autoclub Luigi Fagioli salita a Torino per ritirare il premio La Manovella d’oro 

La manifestazione, che quest’anno verrà ospitata nella provincia ascolana, grazie alla collaborazione e all’amicizia tra i Club locali  è ormai riconosciuta a livello nazionale e attira appassionati da ogni parte d’Italia alla scoperta dei borghi e delle eccellenze marchigiane.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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