Numana – La panchina dell’amore

Permetterà uno dei selfie più belli dell’Adriatico

Numana – In Liguria, presso le Cinque terre, c’è il celeberrimo sentiero dell’amore. Qui nelle Marche a Maiolati Spontini c’è il Parco Colle Celeste: un vero inno bucolico all’amore. Da oggi, a Numana, gli innamorati hanno a disposizione una panchina dell’amore tutta per loro.

Numana – L’originale panchina dell’amore in Piazza Nuova

È stata inaugurata ieri pomeriggio dal Sindaco Gianluigi Tombolini, nell’ incantevole ed unico scenario di Piazza Nuova, la “panchina dell’ amore”: da un’idea della responsabile dei Servizi sociali del Comune dottoressa Stefania Tassotti, seguita dal progetto realizzativo  della consigliera comunale architetto Gloria Carletti.

L’originale e intrigante panchina è stata fabbricata gratuitamente da Claudio Bracaccini della Bracaccini Infissi di Sirolo, e preziosamente decorata da Annalisa Castagnari di Recanati.

Da ieri “troneggia” (è proprio il caso di dirlo), davanti allo stupendo panorama del Golfo di Numana, con alle spalle l’altrettanto incantevole scenario del Conero. Si è voluto così, dare un aiuto concreto agli innamorati che potranno realizzare un selfie originale in un angolo tutto loro, con alle spalle uno dei panorami più belli dell’ Adriatico e non solo!

Per l’occasione, all’insegna della modernità tecnologica, è stato attivato anche l’hastag: #panchinadellamorenumana.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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