Balle di fieno, spaventapasseri, artisti e cupola geodetica il mondo eco-sostenibile del Teatro di Paglia Mareverde

L’Associazione Clorofilla di Numana caratterizza l’estate 2016 con tanti visitatori proposte di relax e divertimento nel pieno rispetto dell’ambiente e della comunità

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L‘estate sta per salutarci ma è ancora fresco il ricordo delle serate organizzate dall’Associazione Clorofilla al Teatro di Paglia Mareverde di Numana.

Situato in via Mareverde vicino alla rotatoria del Villaggio Taunus, il teatro è stata la location di numerosi eventi artistici e ricreativi che hanno arricchito il calendario estivo del Comune di Numana.

L’associazione Clorofilla nasce nel 2014 da un’idea di Marco Paoletti, noto parrucchiere di Marcelli, e la sua ragazza Ilaria Rinaldi, giardiniera del Comune di Osimo, che insieme volevano realizzare un orto-giardino dove coltivare con altri appassionati piante autoctone con metodi naturali e biologici. L’intento era quello di far diventare l’orto-giardino un punto d’incontro per i ragazzi del paese e una location originale per turisti e studenti in visite scolastiche.

L’Associazione, che ad oggi conta circa una ventina di iscritti, si è poi evoluta come contenitore di idee e iniziative volte a diffondere non solo la cultura rurale e ambientale, ma anche il senso di comunità che a Numana, in particolare tra i giovani, si sta perdendo a causa di mancanza di proposte coinvolgenti.

Nell’estate 2015 nasce il Teatro di Paglia “Mareverde”, che deve il suo nome alle balle di paglia provenienti dalla filiera agro-alimentare Terre del Conero, nell’appezzamento di terra dove Marco Paoletti coltiva il suo piccolo orto con tecniche naturali e innovative.

Una location insolita che ha ospitato durante le scorse settimane numerosi musicisti, attori e performer e che dimostra ancora una volta il forte legame tra l’Associazione Clorofilla, la natura e il territorio.

Il Teatro di paglia è stato realizzato in collaborazione con lo studio di progettazione sostenibile Archética di Camerano e Fossombrone, che si occupa di progettazione di edifici bio-sostenibili innovativi utilizzando appunto la paglia e la terra cruda come alternativa ai materiali edilizi tradizionali.

All’inizio di ogni estate 120 balle da fieno vengono sistemate per formare un comodo, quanto inconsueto auditorium: il vero protagonista delle serate targate “Clorofilla”, in un contesto surreale lontano dai rumori e dagli eccessi della riviera affollata dei turisti.

La connessione con la natura e il relax sono gli ingredienti di ogni iniziativa, a cui si aggiungono creatività, divertimento e sostenibilità.

La novità dell’estate 2016 è stata la cupola geodetica realizzata con le canne di bambù e utilizzando il giunto reciproco di Leonardo.

Con un’altezza di 4,80 metri, un diametro di 12 e 190 canne, è la più grande d’Italia ed è stata costruita in un solo giorno da 20 volontari nell’ambito del workshop teorico-pratico tenuto a giugno dall’illustre architetto Biagio Di Carlo, esperto di fama internazionale in strutture spaziali, scienza del design e cupole geodetiche. Di Carlo ha illustrato a esperti del settore e non, le maggiori tecniche dell’auto-costruzione fornendo ai partecipanti tutte le conoscenze necessarie per ripetere l’esperienza in autonomia.

Oltre alle opere di fotografi e illustratori, la cupola ha ospitato laboratori di archeologia sperimentale, e vari corsi dal sapore eco-sostenibile tra cui eco-printing con le piante del Conero, pittura con i colori naturali; “Serigrafia di luna piena”; manipolazione della creta.

Grande spazio è stato dedicato anche agli eventi olistici che hanno armonizzato corpo e spirito con pratiche yoga, meditazioni e bagni sonori con strumenti armonici.

Il Teatro di paglia è stata una magnifica esperienza anche per i più piccoli, ai quali si rivolgono molti degli eventi organizzati dall’Associazione Clorofilla, con lo scopo di avvicinarli in modo divertente al mondo rurale e alla natura.

Sono stati proprio loro ad aver realizzato i Guardiani dell’Orto Mareverde, un gruppo di spaventapasseri buffi e colorati, costruiti durante una piccola gara di fantasia in un pomeriggio di luglio in collaborazione con il Centro Infanzia ‘I Sette Nani’.

L’autunno è alle porte e tra non molto le balle di fieno, gli spaventapasseri e la cupola geodetica verranno rimossi e lasceranno spazio alla terra che si rigenererà con il freddo dell’inverno.

Tuttavia, tante idee stanno già prendendo forma per rendere il prossimo calendario invernale ricco di incontri tra cultura, ambiente e territorio, nella consapevolezza che un mondo migliore migliora anche noi.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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