Vista Mare 2018: Riflessioni e prospettive per l’Ancona del futuro

In cinque punti l’associazione presenta la sua città di domani

Ancona – 9 maggio – L’associazione Vista Mare, che questa mattina presenta presso la Tavola del Guasco in Piazza San Francesco i suoi intendimenti per una città diversa e migliore, rende pubblico il relativo documento. Ne pubblichiamo il sunto.

“Ancona è una città bella e fortunata. È a cavallo della “Cometa del Cònero”, ricca di testimonianze storiche, baricentrica rispetto al territorio di cui è capoluogo, integrata con l’Europa e proiettata sul mare d’Oriente… Eppure di tutto ciò sembra essere inconsapevole. Città internazionale, è incapace di vedersi per quello che è e di immaginarsi per quello che potrebbe diventare: si arrocca e al suo interno si disunisce, nelle scelte urbane come nel tessuto sociale.

(foto Antonello Pietrarossi ©Sincronia.it Piazzaweb)

Nel tempo il Sistema si è frantumato (la guerra, il terremoto, le calamità, la demografia…) e sono caduti i relativi valori, senza che, in mancanza di politiche adeguate, si ricostituissero un nuovo sistema e nuovi valori. Vista Mare, partendo da una rivendicazione apparentemente limitata, quella di liberare il porto storico dalle reti che ne impediscono la fruizione ai cittadini, ha sempre operato alla ricerca di una visione sistemica e integrata delle relazioni.

Nei suoi cinque anni di attività al fine di contribuire alla ricostituzione di un complesso organico, ha approfondito in particolare le seguenti tematiche:

1) Porto e Città. Necessità di rivedere con una progettualità globale le relazioni tra città e porto.

2) Centro storico e centro commerciale. Riassetto e riconnessione del centro storico e del centro città.

3) Verde. Ripensamento radicale della funzione delle aree verdi, del litorale e della campagna limitrofa.

4) Mobilità. Accoglimento sostenibile e facilità di accesso

5) Identità cittadina. Apertura verso orizzonti innovativi e più ampi. Ricomposizione delle presenze del mare, della città e del suo patrimonio storico e paesaggistico in un insieme unitario: questa è la prospettiva di lungo termine necessaria al capoluogo.

(foto Antonello Pietrarossi ©Sincronia.it Piazzaweb)

PORTO e CITTÀ

Da sempre il porto di Ancona ha contribuito a definire l’identità della città: luogo di scambi culturali e commerciali, approdo per viaggiatori e turisti, area ricca di monumenti storici, che hanno garantito vivacità sociale e ricchezza economica. Oggi invece il porto, sostanzialmente “privatizzato”, è sconnesso dalla vita quotidiana della città. L’auspicio di Vista Mare è che il porto storico vanvitelliano, dalla Mole alla Lanterna, diventi un’area legata ad attività culturali, turistiche, commerciali e sociali più consone alla configurazione storico/artistica dell’area.

CENTRO CITTÀ

Il centro storico una volta coincideva con il centro pulsante della città: commerci, residenze, socialità, servizi. Oggi, il centro storico è in uno stato di abbandono e di forte degrado e il centro cittadino, prevalentemente adibito a commercio e servizi, è difficilmente raggiungibile, soffre di spazi limitati, presenta attrazioni scadenti ed è scarsamente collegato al resto della città. Vista Mare ritiene necessario che i due centri, così separati reciprocamente, costituiscano un’unica vasta area, omogenea e vitale, che si estenda dal Duomo al Cardeto, dal Passetto alla Cittadella e alla Mole.

(foto Antonello Pietrarossi ©Sincronia.it Piazzaweb)

VERDE

Solo di recente la comunità anconetana ha potuto usufruire della disponibilità di grandi aree verdi, destinate com’erano a uso militare o agricolo. Ma anche oggi tali aree sono circoscritte, isolate – e dunque difficilmente raggiungibili – scollegate tra loro – nonostante la contiguità – e spesso carenti di manutenzione e di cura. Vista Mare crede che sia indispensabile metterle a sistema, irrorandole di percorsi mirati ed estendendole alle tante zone agricole che lambiscono la città, fin qui ignorate: dal Conero a Collemarino, dal Cardeto a Portonovo.

MOBILITÀ

L’accessibilità alla città è da sempre un problema. Vuoi per le caratteristiche orografiche vuoi per cronica mancanza di soluzioni urbanistiche. La mobilità, divenuta un elemento essenziale del nostro tempo, è perciò una priorità assoluta nelle strategie per lo sviluppo della città. Vista Mare propone di individuare e adottare le linee guida che consentano un alleggerimento del traffico automobilistico fino alla sua totale eliminazione nel centro cittadino.

(foto Antonello Pietrarossi ©Sincronia.it Piazzaweb)

IDENTITÀ

Ancona e la sua storia sono sempre state legate al mare; ma tale rapporto si è con il tempo affievolito: riuscirà la città a recuperarlo? E riuscirà a costruire un rapporto con l’entroterra, dal quale la città è stata storicamente avulsa, basato sulla collaborazione per il raggiungimento di comuni obiettivi?

Infine la proposta alla comunità di un piccolo… “Piano Marshall”: “Questo è il momento di navigare guardando le stelle, non le luci di ogni nave che passa”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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