Una coppia di Okapi affidata al Parco Zoo di Falconara

Dopo 60 anni, minacciati di estinzione, tornano in Italia i parenti più prossimi della giraffa. Il giardino zoologico marchigiano, unico in Italia, scelto dall’EAZA per preservare la specie.

Falconara – Si chiamano Azizi ed Elani i due esemplari di Okapi ospiti del Parco Zoo Falconara, l’unico in Italia a cui l’EAZA (European Association of Zoos and Aquaria) ha affidato il delicato compito di prendersi cura e mantenere in cattività questa specie, parente più prossima della giraffa e minacciata di estinzione.

Falconara – Uno dei due esemplari di Okapi ospiti al Parco Zoo

Un traguardo particolarmente significativo per il giardino zoologico marchigiano, nell’anno del suo 50° anniversario”, da sempre impegnato nella salvaguardia degli animali e delle specie a rischio, che oggi ha festeggiato i due nuovi ospiti con l’inaugurazione dell’area loro dedicata.

Un evento molto partecipato al quale sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, a cui è stato affidato il taglio del nastro, il vicesindaco di Falconara Stefania Signorini, il presidente dell’UIZA (Unione Italiana Zoo e Acquari) Gloria Svampa e monsignor Angelo Spina, arcivescovo della Diocesi di Ancona – Osimo che ha benedetto la dimora dei due nuovi arrivati.

Falconara – Taglio del nastro all’inaugurazione dell’area dedicata agli Okapi

Rispettivamente provenienti dal Bioparc di Doue la Fontane in Francia e dallo zoo tedesco di Wuppertal, Azizi, maschio di 8 anni ed Elani, femmina di 1 anno e mezzo, sono arrivati al Parco Zoo Falconara nelle scorse settimane ed hanno seguito un periodo di ambientazione.

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Timidi e simpatici, caratterizzati dal corpo di colore marrone scuro, con strisce bianche orizzontali sulle cosce e parti terminali delle zampe, Azizi ed Elani vivono separati all’interno del grande reparto di 1.000 mq costruito per accoglierli e si riuniranno solo quando Elani avrà compiuto tre anni, età di raggiungimento della maturità sessuale.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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