Torino. Bridge on line: la Lavazza batte Bill Gates

Torino. Tra computer e caffè, vince il caffè… almeno quando si gioca a carte. La squadra Europe-Lavazza ha vinto il primo campionato mondiale di Bridge on line. La sfida al celebre gioco di carte si è giocata in settimana e si è svolta tutta in rete.

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Oltre alla squadra della Lavazza, che ha giocato dall’Innovation centre di Torino, hanno partecipato: la UsaBbo del fondatore di Microsoft, da Seattle, e le orientali Ccba (Chinese Contract Bridge Association) e Chen Yeh, dell’omonimo campione del mondo, entrambe ospitate a Pechino.

Non si può dire che la compagine torinese l’abbia presa sotto gamba. Per l’evento ha reclutato infatti: le campionesse Sylvie Willard e Benedicte Cronier, che occupano le prime due posizioni del ranking mondiale del bridge. A completare l’organico: Norberto Bocchi e Giorgio Duboin, entrambi vincitori di due Olimpiadi di Bridge, di sei Campionati Europei e di due Bermuda BowlAgustin Madala, campione europeo a 24 anni; e Maria Teresa Lavazza. Lei è l’unica donna in Europa ad aver guidato una nazionale Open, vincendo 4 europei consecutivi su 4 disputati e due ori olimpici in due partecipazioni.

I torinesi si sono aggiudicati il titolo con una giornata di anticipo. Hanno raggiunto infatti il punteggio necessario prima della fine della sfida.

Bill Gates, grande appassionato di Bridge, l’ha presa bene. Sul suo profilo facebook ha postato una foto, con l’augurio che l’evento possa aver avvicinato ancora di più a questo gioco, da lui molto amato.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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