Senigallia – 1948 – 2018 Settant’anni di storia della Polizia di Stato

Per l’occasione gli studenti dell’Istituto Superiore Bettino Padovano hanno fatto visita agli Stabilimenti della Polizia

Senigallia, 23 novembre 2018 – Grande successo per le celebrazioni dei 70 anni di Storia degli Stabilimenti della Polizia di Stato di Senigallia nella prima giornata dedicata agli studenti dell’Istituto Superiore Bettino Padovano fortemente voluta dal direttore, dott. Giuseppe Tranzillo.

Senigallia – Gli studenti dell’Istituto Superiore Bettino Padovano in visita agli Stabilimenti della Polizia di Stato

Pienamente realizzata la finalità dell’incontro, ovvero far conoscere la Polizia di Stato alle nuove generazioni per ricordare che i suoi appartenenti sono costantemente al fianco dei ragazzi, che possono a loro rivolgersi con fiducia in tutti i momenti di difficoltà. Il direttore Tranzillo ha invitato i ragazzi a studiare con passione e gioia perché dal loro impegno futuro di cittadini dipenderà il benessere della nostra società, la nostra libertà, la nostra sicurezza, la nostra salute, la nostra economia, le sorti del nostro Paese.

Senigallia – La visita al Centro Nazionale Armi

La giornata ha dato modo a circa 150 studenti delle classi terze, condotti agli Stabilimenti con pullman della Polizia di Stato messi a disposizione dal XIV Reparto Mobile di Senigallia, di effettuare un percorso rivolto alla legalità e alla conoscenza delle attitudini ed abilità di chi esercita da tempo tali professionalità e funzioni.

Senigallia – Una delle simulazioni di intervento della Polizia di Stato

In particolare i ragazzi, guidati anche dai dirigenti della Polizia Mabj Bosco e Antonio Capuano, hanno visitato il Centro Nazionale Armi, con l’esposizione di armi in uso e storiche, dove è stata illustrata la Polizia di Stato dalla sua costituzione nel 1852 fino ai giorni nostri.

Una breve simulazione di interventi di polizia operativa è stata effettuata nel corso della visita degli studenti, dagli Artificieri e dall’unità Cinofile che hanno mostrato le proprie abilità e competenze per la ricerca di sostanze stupefacenti ed esplosivi, situazioni che frequentemente assistiamo nelle nostre città.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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