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I finalisti di Gelato World Tour Italian Challenge 2017

Anzola dell’Emilia – Arriva il link da salvare nei preferiti per i viaggi golosi di quest’estate: la mappa online delle migliori 120 gelaterie selezionate da Gelato World Tour Italian Challenge (www.gelatoworldtour.com).

Un viaggio lungo 16 mesi da nord a sud, 59 tappe in 18 regioni e 1300 gelatieri coinvolti che si è concluso con una maxi sfida che ha decretato gli 8 vincitori che rappresenteranno l’Italia alla Finale Mondiale di Gelato World Tour che si svolgerà a Rimini dall’8 al 10 settembre.

Latte e menta selvatica, la creazione gelatiera di Silvia Pennati

Per approfittare di questa selezione per provare qualcuno di questi gusti golosi e sorprendenti basta collegarsi a biy.ly/GWTItalia2017 si potrà cercare la gelateria finalista con il gusto che ne ha decretato la vittoria nelle gare provinciali e regionali.

Ecco i nomi dei quattro finalisti marchigiani:

  • Andrea Mattetti della gelateria La Tentazione di Marina di Altidona (FM) con il gusto “Gran Fico della Valdaso
  • Cinzia Del Dotto della gelateria Enjoy di Tolentino (MC) con il gusto “Buena Via
  • Luigi Moscatelli Gallone della gelateria Gallone di Porto Recanati (MC) con il gusto “Crispiano
  • Antonio Russo della gelateria Biancamenta di Porto Recanati (MC) con il gusto “Delizia al Caffè

Tante storie del gusto italiano e dei piccoli artigiani che lavorano ogni giorno selezionando ingredienti di qualità, creando nuove e golose ricette da provare una ad una!

Infine, ecco gli 8 vincitori della Finale Italiana che si contenderanno il titolo di “World’s Best Gelato” insieme ad altri 27 colleghi da ogni parte del mondo:

  • Francesca Mombelli della gelateria Il Vizio del Gelato di S. Nicolò (PC) con “Pistacchio” che ha deciso di portare alle selezioni il gusto più amato dai suoi clienti;
  • Alessandro Crispini della Gelateria Crispini di Spoleto (PG) con “Pistacchio“, una delle gelaterie storiche della cittadina Umbra;
  • Alessandro Leo della gelateria Alexart di Corato (BA) con il gusto “Crema di Latte all’Olio Extravergine di Oliva” che ha deciso di valorizzare il prodotto d’eccellenza del suo territorio in un abbinamento insolito;
  • Bruno Di Maria della Gelateria Madison di Realmonte (AG) con il gusto “Pistacchio”, un gusto classico per il gelatiere siciliano;
  • Francesco e Salvatore Manuele della gelateria Nuova Dolceria di Siracusa con il gusto “Mandorlivo”, un raffinato fiordilatte alla mandorla e torrone con olio extravergine di oliva Tonda Iblea, buccia grattugiata di limone per una nota agrumata e variegatura di cubetti di oliva candita;
  • Daniele Mosca della gelateria Il Gelatiere di Amatrice (RI) con il gusto “Sapore d’Amatrice” che purtroppo non ha più la gelateria dopo il disastroso terremoto che ha colpito la sua città;
  • Elisabeth Stolz della Gelateria Osteria contadina Hubenbauer di Varna (BZ) con il gusto “L’anima dell’Alto Adige“, sorbetto di mele biologiche altoatesine, inclusioni di Schüttelbrot croccante e speck caramellato tutto prodotto dalla famiglia Stolz;
  • Silvia Pennati di Formazza Agricola di Formazza (VB) con il gusto “Latte e Menta Selvatica” con ingredienti a km0 della stessa azienda agricola.
Alessandro Crispini della gelateria omonima di Spoleto con il suo “Pistacchio”

A Rimini, la città dove ogni anno a gennaio si svolge SIGEP, il salone più importante al mondo per la filiera del gelato artigianale con visitatori da 170 Paesi, gli otto italiani selezionati si troveranno di fronte i 32 ‘avversari’ provenienti da Asia, Africa, Europa e America, selezionati a loro volta nelle undici tappe internazionali in quattro continenti.

Dopo un viaggio lungo 16 mesi, da nord a sud, con 59 tappe in 18 regioni italiane, sono stati 1300 i gelatieri coinvolti. Una grande sfida fra concorrenti dal Piemonte (6), Lombardia (12), Trentino Alto Adige (1), Friuli Venezia Giulia (3), Veneto (5), Liguria (3), Emilia-Romagna (9), Toscana (12), Umbria (2), Lazio (12), Abruzzo (3), Molise (1), Basilicata (1), Campania (6), Marche (4), Puglia (9), Sicilia (19), Calabria (9), Sardegna (2).

Tra questi ben 25 donne, tra cui la più giovane in assoluto Corinne Cafiero di 15 anni della gelateria Primavera di Sorrento (NA) accompagnata dal papà.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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