Salesi: arriva Memo, il gioco da tavolo solidale

Iniziativa della Fondazione Salesi e della VL Pallacanestro Pesaro per i piccoli degenti

ANCONA. A canestro per la solidarietà. La Fondazione Salesi e la VL Pallacanestro Pesaro insieme per aiutare i piccoli degenti dell’ospedale pediatrico di Ancona, attraverso un nuovo gioco da tavolo che vedrà come protagonisti i giocatori biancorossi della squadra di basket pesarese di serie A.

Giocatori della Pallacanestro
Giocatori della Pallacanestro Pesaro presentano Memo, il gioco realizzato dalla Clementoni. Il ricavato delle vendite andrà a favore della Fondazione Salesi per aiutare i piccoli degenti dell’ospedale pediatrico di Ancona 

Si chiama Memo, è già disponibile presso la sede della Fondazione e dalla partita dell’11 Dicembre contro Brindisi, presso l’Adriatic Arena, ed è formato da tante figurine che ritraggono i giocatori della Consultinvest Pallacanestro Pesaro insieme alla mascotte dell’ospedale, il delfino Salesino.

«Invitiamo tutti a contribuire al successo di questa bella iniziativa – ha dichiarato la direttrice della Fondazione Annarita Duca- per un Natale solidale che veda al primo posto i bambini meno fortunati e che saranno costretti a trascorrere le feste in un letto di ospedale. A volte anche un piccolo gesto come l’acquisto di un gioco da tavolo può fare la differenza».

 

bimbi-giocano-con-atleta

 

L’acquisto del gioco Memo sarà a offerta libera (a partire da 10 euro), e il ricavato al netto delle spese di realizzazione verrà interamente devoluto alla Fondazione per il progetto “Ospedale senza dolore” all’interno dei reparti di oncoematologia pediatrica, cardiochirurgia e cardiologia pediatrica.

Il progetto mira a prevenire, controllare e diminuire il dolore nel bambino provocato dalle malattie ematologiche, oncologiche, dagli interventi diagnostici e terapeutici attraverso attività di sensibilizzazione, corsi di formazione, tavoli di lavoro con gli specialisti, pubblicazioni a tema, anche per migliorare la collaborazione del piccolo paziente con l’intera equipe curante.

Quale occasione migliore dunque per acquistare il gioco Memo, realizzato dall’azienda Clementoni, viste le festività alle porte? Un modo per trascorrere il tempo libero divertendosi con amici e parenti e con la consapevolezza di aver supportato in maniera concreta la preziosa attività che la Fondazione porta avanti quotidianamente. Ma la partnership con la Victoria Libertas non finisce qui, perchè la squadra ha anche voluto stampare il logo della onlus su tutte le maglie, che saranno viste da migliaia di persone durante le partite in casa e nelle trasferte.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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