Salerno – Nasce sul web la ‘Guida Vini Bio’

Un progetto a carattere nazionale per valorizzare le scelte green ed ecosostenibili del mondo enologico italiano

Salerno, 20 giugno 2019 – È un mondo difficile quello del biologico. Ancora di più alla luce dei cambiamenti climatici. Le motivazioni sono diverse: il bio è una scelta consapevole, che non si improvvisa, ma spinge a guardare oltre, a conoscere e ad approfondire. A chi produce, conduce a lottare ogni giorno per garantire un prodotto di qualità organolettiche, nutrizionali, salutistiche, igieniche e, non meno importanti, etiche e sociali.

A questo proposito, il progetto della nuova Guida Vini Bio nasce come una sfida, sempre più importante, declinata in due tempi, il presente e il futuro. Alzando un calice ecosostenibile per cogliere le sfumature, la bellezza, la gioia del bere “green”, si vuole garantire la conoscenza dei prodotti certificati biologici, con un facile accessibilità, a tutti gli utenti, creando uno spazio dedicato a tutti i produttori che, scegliendo il sistema di coltivazione agricola biologica, aiutano anche a ridurre l’impatto dell’azienda sull’ambiente.

Dall’alto a sx: Antonio Stanzione, Annacarla Tredici e Andrea Giuliano, fondatori di guidavinibio.it

L’ardua impresa prende vita da Andrea Giuliano, Antonio Stanzione e Annacarla Tredici, “tre eno-amici” – così si definiscono –, che orbitano nel settore vitivinicolo da diversi anni, abbracciando ognuno aspetti anche diversi di questo affascinante mondo enoico. Il loro pensiero è semplice: “al di là del trend che accompagna questa corrente, oggi una Guida Vini Bio può fornire una reale tracciabilità di quelle che sono le azioni che l’uomo-produttore si adopera a fare nel settore vitivinicolo. Ma prima ancora del fare, di cosa sceglie di portare in bottiglia, come interpreta la viticoltura moderna, di quanto sia sempre più importante non solo la salubrità del vino, ma del paesaggio e dell’aria che respira”.

La Guida Vini Bio (www. guidavinibio.it) si presenta come un prodotto innovativo, che a oggi non esiste sul palcoscenico nazionale e si propone come unicum: è una guida di vini e di storie enologiche dedicata esclusivamente ai prodotti biologici di aziende vitivinicole in possesso di certificazione biologica (o con certificato di conversione). Il lavoro si divide principalmente in quattro sezioni: una Top 100 di migliori aziende vitivinicole certificate Bio d’Italia; una Top 20 di migliori aziende biologiche ad impatto zero (Bioedilizia); una Top 20 di miglior packaging da Design Bio; una sezione dedicate alle migliori Bolle Bio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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