Rai 1: a “Buono a Sapersi” Elisa Isoardi parlerà della scarola di Sant’Elpidio a Mare

Lunedì 12 febbraio alle 11 la conduttrice affronterà a tutto tondo il mondo della scarola riccia e liscia (indivia), coltivata anche nel fermano

Fermo – Domani, lunedì 12 febbraio a “Buono a Sapersi”, su Rai Uno alle 11.05 , Elisa Isoardi tratterà il tema della Scarola, una varietà di insalata ricca di virtù e nostra “alleata” contro l’alluce valgo.

Elisa Isoardi, bella e simpatica conduttrice di Buono a Sapersi su Rai 1

Ermanno Murari, agronomo, illustrerà le diverse varietà di scarola e le tecniche per renderla meno amara in cucina.

Luca La Fauci, nutrizionista, ne descriverà le proprietà benefiche, con un occhio alle preparazioni più salutari.

La dottoressa Francesca Vannini, specialista in ortopedia e traumatologia agli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, spiegherà come la scarola può essere d’aiuto quando si affrontata la patologia dell’alluce valgo.

Fermo – Una coltivazione d’insalata a Porto Sant’Elpidio

Il maestro di cucina Mario Musci, poi, mostrerà come realizzare due gustosi involtini a base di scarola. Gli farà eco il collega Gabriele Gemma, che preparerà i tentacoli di polpo arrosto su scarola saltata e pomodorini marinati.

Non mancherà un collegamento in diretta con Ivan Bacchi da Sant’Elpidio a Mare (Fermo), ospite di un’azienda che si occupa della produzione e della lavorazione della scarola, riccia e liscia.

Spazio anche al “borsino” della spesa, con le quotazioni di Mr. Prezzo, Claudio Guerrini, dal mercato di “Santa Scolastica” a Bari.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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