Parco Zoo Falconara, nasce un gibbone

Il cucciolo ha un mese e vive tra le braccia della mamma. Il nome scelto attraverso Facebook

Ancona – La cicogna vola al Parco Zoo Falconara dov’è nato un gibbone dalle mani bianche (Hylobates lar). Il cucciolo è venuto alla luce il mese scorso e non si conosce ancora il suo sesso. La madre, nei primi mesi di vita, lo tiene stretto a sé, al riparo da occhi indiscreti e attaccato al petto per offrirgli calore e nutrizione.

Mamma Nonouse accudisce il piccolo 24 ore al giorno grazie anche all’affetto di papà Cheeky e della sorellina Aquila. Il suo manto, che comincia ad intravedersi solo ora è scuro, il suo muso è schiacciato e il volto circondato da un anello di peli bianchi.

Il piccolo di gibbone dalle mani bianche al sicuro fra le braccia di mamma
Il piccolo gibbone dalle mani bianche al sicuro fra le braccia di mamma Nonouse

Il gibbone è la più piccola scimmia antropomorfa, è quindi privo di coda e riesce a camminare in posizione quasi eretta. Questi animali sono molto agili, e riescono a muoversi compiendo spettacolari acrobazie tra i rami degli alberi. Si nutrono prevalentemente di frutta e verdura, senza disdegnare i piccoli insetti.

Questa specie è a rischio di estinzione nel suo habitat naturale: le foreste asiatiche. Per questo il Parco Zoo Falconara partecipa ai programmi europei di riproduzione delle specie minacciate di estinzione (EEP), occupando un ruolo fondamentale nel garantire la conservazione della natura.

Il baby gibbone non ha ancora un nome e, per festeggiare il lieto evento insieme ai suoi visitatori, lo staff del Parco Zoo ha deciso di affidare la scelta a un sondaggio sulla sua pagina Facebook.

 

redazionale


Un commento alla notizia “Parco Zoo Falconara, nasce un gibbone”:

  1. Nozoo says:

    Tenere in gabbia gli animali é orribile, il rischio di estinzione é una modo per nascondersi dietro un dito.

Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo