Marche – Gian Marco Iulietto nuovo presidente Distretto Leo 108 A

Domenica 2 agosto a Colli del Tronto riceverà il martelletto dalla presidente uscente Martina Cerioni

Marche, 1 agosto 2020 – Presso il centro congressi dell’hotel Casale di Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, domenica 2 agosto si terrà l’annuale passaggio delle cariche del Distretto Leo 108 A – sezione comprendente Romagna, Marche, Abruzzo e Molise del Leo Club Italia.

Il Leo Club è l’associazione giovanile del Lions Club International, nata con l’obiettivo di radunare ragazzi di età compresa tra i 12 e i 30 anni che hanno lo scopo di crescere e di offrire il proprio contributo, sia a livello individuale sia collettivo, come membri responsabili della comunità locale, nazionale e internazionale.

La Presidente uscente Martina Cerioni (Leo Club Fabriano) consegnerà il martelletto nelle mani del socio Gian Marco Iulietto (Leo Club Campobasso) che, nel presentare il nuovo consiglio direttivo, compirà il primo atto alla guida del Distretto Leo 108 A per l’anno sociale 2020-2021.

Gian Marco Iulietto, nuovo presidente Lions giovani del Distretto Leo 108 A 

Il ventiseienne Iulietto, laureato in Giurisprudenza e praticante avvocato, ha da sempre nutrito la sua propensione al servizio, essendo stato eletto rappresentante molisano presso l’Ente per il Diritto allo Studio Universitario e consigliere comunale a Matrice (CB), suo Comune di residenza. Il motto scelto dal nuovo Presidente è “Turn we wish into we will” (trasformare ciò che desideriamo in ciò che faremo), attraverso la realizzazione del suo programma che si prefigge di valorizzare le competenze dei singoli soci, di sviluppare le aree di azione individuate su cui operare (comunicazione, salute, ambiente e giovani) e di implementare le iniziative di recruitment e retention, destinate all’inserimento di nuovi soci e alla conservazione dei presenti.

Durante l’evento, organizzato congiuntamente con il Distretto Lions 108 A, Tommaso Dragani (Lions Club Ortona) lascerà la presidenza del Distretto Lions 108 A a Francesca Romana Vagnoni (Lions Club San Benedetto del Tronto Host).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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