Macerata – Giro delle Abbazie verso l’appennino umbro-marchigiano

Il 25° appuntamento del club Caem Lodovico Scarfiotti raggiungerà l’Abbazia di San Silvestro al Subasio

Macerata, 25 maggio – È in calendario per domenica 27 maggio la 25ª edizione del Giro delle Abbazie, manifestazione per auto d’epoca immatricolate entro il 1985, organizzata dal Circolo Automotoveicoli d’Epoca Marchigiano-Lodovico Scarfiotti, la primogenita associazione del settore della regione.

L’evento prenderà avvio da Cerreto d’Esi nell’interno anconetano, dove in Piazza Caraffa confluiranno gli equipaggi partecipanti per le operazioni preliminari, dalle ore 8,30 alle ore 9,30.

Alle ore 10 la partenza, per il trasferimento all’Abbazia di San Silvestro al Subasio. Le vetture d’epoca inizieranno il percorso toccando Collamato, scendendo nel maceratese per Esanatoglia e Fiuminata, poi Passo del Cornello per entrare in territorio umbro lambendo Nocera Umbra, in ultimo, dopo Valtopina, si arriverà all’Abbazia ubicata in località Collepino di Spello alla sommità del Monte Subasio.

L’insediamento risale all’inizio dell’undicesimo secolo, probabilmente sui resti della precedente costruzione di un tempio romano. Nel 1150 divenne Abbazia camaldolese. Vari problemi sorti con le comunità religiose limitrofe portarono alla distruzione voluta da Papa Paolo III nel XVI secolo.

Dell’antico complesso si conservano la parte absidale con l’interessante cripta sottostante ed il basamento del campanile. La storia racconta che l’Abbazia di San Silvestro aveva acquisito notorietà per l’acqua di una vicina fonte che favoriva la guarigione, attribuita al Santo, delle madri senza latte. Attualmente in loco è presente la comunità delle “Piccole sorelle di Maria” che si sono insediate nel 1972 nell’Eremo eretto sui resti del Monastero.

Dopo la visita della struttura del Monastero e dell’Abbazia, si potrà vedere anche l’abitato medioevale di Collepino, suggestivo borgo antico a 600 metri d’altitudine, ben conservato ed abitato. Il pranzo finale concluderà la manifestazione, con il consueto saluto a tutti gli ospiti ed agli equipaggi partecipanti.

Per tutte le informazioni rivolgersi alla segreteria del CAEM-Scarfiotti al numero 0733-598576.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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