La Guida Michelin 2022 conferma l’Osteria dalla Peppa di Fano

Non c’era modo migliore per festeggiare il nono anniversario dall’apertura della nuova gestione

Fano, 25 novembre 2021 – La prestigiosa Guida Michelin ha confermato anche per il 2022 l’Osteria Dalla Peppa di Fano all’interno della sua guida enogastronomica, presentata il 23 novembre in un attesissimo evento svoltosi in Franciacorta.

All’osteria Dalla Peppa l’autorevole guida ha dedicato uno spazio con menzione di «Cucina tradizionale». La motivazione citata premia la sua storia e la sua cucina: Già alla fine dell’Ottocento si veniva dalla “Peppa”, una locanda nel centro storico di cui l’attuale gestione ha recuperato tutta l’atmosfera vintage con arredi e decorazioni d’epoca. Cucina basata su prodotti locali, tra i punti di forza le paste fresche”.

A supportare questo commento gli ispettori della Guida hanno inserito nella pagina dedicata all’Osteria non solo le fotografie delle sfogline intente a tirare la sfoglia e a chiudere i cappelletti, ma anche le famose tagliatelle al ragù con piselli e gli gnocchi ripieni al tartufo che rappresentano alcune delle specialità che si possono gustare all’interno del ristorante.

L’Osteria dalla Peppa, che di recente ha festeggiato il nono anniversario dall’apertura della nuova gestione, conferma la sua presenza all’interno di quella che è considerata una delle più autorevoli guide per i ristoranti, un punto di riferimento per tutti gli appassionati di enogastronomia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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