Innoliving consegna pacchetti dono al Salesi e alle Rsa delle Marche

Migliaia di mini-panettoni e torroncini distribuiti ai piccoli pazienti e agli anziani

Ancona, 23 dicembre 2020 – Un piccolo gesto per portare un sorriso dove il Natale è più difficile. L’azienda Innoliving di Ancona ha consegnato in questi giorni dei pacchetti dono alla gran parte delle case di riposo per anziani delle Marche, oltre che a numerosi istituti per persone disabili.

Ieri, tappa ad Ancona all’Ospedale Salesi, alla Residenza Anni Azzurri Conero e all’Istituto Santo Stefano – Villa Adria, con tanti mini-panettoni e torroncini per i piccoli pazienti, gli anziani che soggiornano nelle strutture e il personale.

«Non serve dire che questo è un Natale particolare – commenta Danilo Falappa, direttore generale di Innoliving, azienda impegnata in prima linea nell’emergenza sanitaria – con questo pensiero abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza alle persone più fragili, che si trovano costrette a stare lontano dal calore dei familiari».

Enrico Brizioli, a sinistra, con Danilo Falappa direttore generale di Innoliving durante la consegna all’Istituto Santo Stefano – Villa Adria

Il presidente della Fondazione Ospedale Salesi e direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti Antonello Maraldo, nel ringraziare per la donazione evidenzia come sempre più le aziende del territorio riconoscano ed enfatizzino il ruolo della Fondazione come interlocutore qualificato per l’ospedale pediatrico.

Complessivamente sono stati consegnati in 48 strutture delle Marche 4.500 mini-panettoni e 9.000 torroncini raccolti in oltre 2.500 pacchetti regalo, in modo che ciascuno possa avere il suo dono.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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