Cuochi d’Italia: le lenticchie di Castelluccio eliminano l’Abruzzo

Rosita, cuoca di Gubbio tutta da abbracciare, prevale su Luciano Passeri

Altra serata giocata sul filo del rasoio quella di ieri sera a Cuochi d’Italia su TV8 dove, a contendersi il passaggio alle semifinali, si sono scontrati a suon di ricette della tradizione Rosita, Osteria del Bottaccione di Gubbio, e lo chef abruzzese Luciano Passeri.

Rosita, cuoca umbra di Gubbio

A fare da padrone a inizio puntata, un prodotto dell’eccellenza umbra, quelle lenticchie di Castelluccio che Rosita ha portato per la prima sfida e che un anno fa hanno rischiato di scomparire per sempre per le note vicende legate all’ultimo terremoto che ha flagellato il centro Italia.

Luciano, chef abruzzese

Rosita, 3 figli, il marito Aldo e un’Osteria da soddisfare quotidianamente, cucina dall’età di 14 anni. Minuta, pacioccona e simpatica, è la mamma che tutti vorrebbero avere. La sua esperienza sui piatti regionali è immensa: a lei non interessano tecniche innovative, impiattamenti da architetto e alchimie termodinamiche nelle cotture. Le basta quel bagaglio d’esperienza accumulato negli anni e testato su migliaia di clienti.

Per le sue lenticchie: «ci metto un po’ di salsiccia – dice – magari il gambo del fungo, la cipolla. Poi vediamo strada facendo, facciamo finta che sono a casa mia».

Il piatto con le lenticchie di Castelluccio cucinato da Rosita per l’Umbria

Luciano Passeri, per contro, confessa: «Vorrei vincere e mi sto impegnando. Vorrei fare un’insalata con salsiccia, funghi misti e tartufi. Alla fine ci gratto sopra i porcini freschi».

Il voto dei giudici stellati, Esposito e Tomei, premia l’esperienza di Rosita: Umbria 16 – Abruzzo 14.

È la volta di Luciano presentare il proprio prodotto regionale gioiello: il carré d’agnello. I prodotti aggiuntivi portati dai giudici comprendono, tra l’altro: patate di Avezzano, tartufo, miele dell’appennino, vino cotto, mela della valle del Giovenco.

Il carré d’agnello cucinato da Luciano per l’Abruzzo

Rosita: «L’agnello lo facciamo anche in Umbria, certo che l’Abruzzo ha tradizioni antiche su questo piatto. Userò le patate, poco olio, insaporisco con il vino e un po’ di tartufo. Più uno o due cucchiai di pomodoro. Vediamo, vado a intuito».

I giudici sussurrano la loro idea: «L’agnello andrebbe messo a marinare, poi andrebbero aggiunte le mele sia cotte, sia crude. Senza disdegnare il vino cotto».

Luciano gioca in casa. Deve recuperare. Della sua ricetta svela l’indispensabile: «Faccio una passata di patate viola con aglio e carote. Sigillo l’agnello in padella e poi lo passo dieci minuti nel forno».

In studio si cucina divertendosi. I due sfidanti, spadellando, si concedono anche una cantatina. Si arriva al giudizio finale in totale armonia. E, ad essere premiata, è proprio l’esperienza di Rosita. A Luciano vanno i complimenti dei giudici per la sua cucina curata, con tocchi di eleganza e un impiattamento moderno. Ma è il caos in padella di Rosita, con tutto cucinato insieme, che alla fine prevale: Umbria 32 – Abruzzo 31.

E stasera spazio alla Toscana con Roberta che sfida la Sicilia di Mario.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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