Cuochi d’Italia: complici i friarielli, la Campania manda a casa la Liguria

Questa sera tocca all’Umbria contro l’Abruzzo

Continuano gli scontri fra chef passati al secondo turno a Cuochi d’Italia su TV8. Dopo la splendida affermazione del marchigiano Paciaroni sul lombardo Fagioli, ieri sera è stata la volta del ligure Roberto Rollino (ristorante La Femme, San Bartolomeo a mare (IM), contro la campana Antonella Coppola (ristorante Stone House, Leggeno (CO).

Gli chef in gara: Antonella Coppola e Roberto Rollino

Una delle peculiarità che rendono davvero interessante la trasmissione di Alessandro Borghese – conduttore sempre in linea e all’altezza – è la possibilità di venire a conoscenza di prodotti locali sconosciuti ai più. Come nel caso di ieri quando Rollino ha presentato il suo ingrediente ‘gioiello’: la Prescinsêua, in italiano chiamata anche quagliata, o cagliata, un prodotto tipico caseario della provincia di Genova. La sua consistenza è a metà tra lo yogurt e la ricotta, ha un sapore acidulo e viene utilizzata per la preparazione dei pansotti e della torta Pasqualina.

Un prodotto che ha messo subito in difficoltà Antonella: “questo formaggio non mi piace. Con tutti questi ingredienti (quelli forniti dai giudici Esposito e Tomei, ndr), non ci capisco più niente”.

Il piatto con la prescinseua cucinato dalla Liguria

In effetti la preparazione del piatto è complicata. Nello studio aleggia un certo caos dovuto all’agitazione della cuoca campana. Borghese prova a calmarla appoggiandole le mani sulle spalle, ma quell’incontro ravvicinato con un conduttore così affascinante non fa che ottenere l’effetto contrario.

Si arriva al giudizio: entrambi gli chef hanno utilizzato gamberetti e carciofi. Tomei: “Molto elegante il piatto di Roberto”. La prima manche si chiude con la Liguria in vantaggio per 15 a 12.

È la volta della Campania a presentare il prodotto gioiello: i Friarielli. Poteva essere diversamente? Un ortaggio che a Roma chiamano broccoletti, cime di rapa in Puglia e rapini in Toscana: non sono altro che le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa.

I Friarielli

Antonella, che sa benissimo quanto i friarielli si sposino con il maiale, afferra una mannaia e si mette a litigare con un blocco di carne di suino per ricavarne una “costatella”.

Nel piatto il friariello deve comandare – ammette Roberto – uso anch’io il maiale anche se l’ho cucinato pochissime volte”.

I Friarielli cucinati da Roberto Rollino

Esposito e Tomei, i due giudici stellati, lanciano qualche indicazione: “Questo piatto non è affatto semplice. Occorre fare molta attenzione, le cotture sono importanti, sia del maiale sia del friariello”.

I due cuochi in gara lavorano alacremente. Roberto, muovendosi su un terreno a lui quasi sconosciuto, il maiale lo presenta a fette, cuocendolo più di una volta; Antonella, molto ferrata in materia, la costatella la lascia intera.

L’incredulità di Antonella al verdetto finale

E si arriva al verdetto finale. Con Esposito che sgrida bonariamente il cuoco ligure: “I friarielli, si chiamano così perché devono ‘friggere’ nella padella, tu li hai quasi bolliti”. Risultato: vince Antonella, portando avanti la Campania, per 25 a 23.

Questa sera, altro scontro fra due regioni non lontanissime territorialmente: Umbria contro Abruzzo.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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