Concorso multimediale Conerobus, in palio un Capodanno a Monaco

Il termine per la consegna dei lavori è fissato per venerdì 25 novembre entro le ore 13

Ancona. C’è ancora tempo per partecipare al concorso di idee indetto da Conerobus e rivolto agli abbonati. È stato infatti prorogato fino a venerdì 25 novembre alle ore 13 il termine per la consegna dei lavori.

autobus

“No ticket no right” il titolo del contest multimediale lanciato dall’azienda di trasporto pubblico locale, con in palio per il vincitore un viaggio a Monaco per tre persone in occasione del Capodanno, con pernottamento in hotel a 4 stelle, cena, accompagnatore e trasferimenti. Partecipare è semplice: basta inviare all’indirizzo mail comunica@alceomoretti.it una proposta creativa e originale, anche basata sulla propria esperienza diretta nel bus, per veicolare un messaggio ben preciso: il rispetto delle regole, degli altri passeggeri e del personale di bordo, il contrasto a qualsiasi forma di abuso e prevaricazione, il rispetto della legalità e delle buone norme di comportamento civile.

«Il concorso ha una duplice finalità – ha sottolineato Muzio Papaveri, presidente di Conerobus – da una parte sensibilizzare gli utenti al rispetto delle regole, in primis quella di munirsi di regolare biglietto, che è il passaggio necessario per diffondere una cultura della legalità. Dall’altra coinvolgere soprattutto i giovani che possono dare il loro contributo creativo alla nostra comunicazione attraverso idee efficaci e originali».

Muzio Papaveri,
Muzio Papaveri, presidente di Conerobus

Ogni forma espressiva è ben accetta, anche all’insegna della multimedialità e dell’interazione social: dalle immagini alla grafica, dall’audio-video alle animazioni, dalle performance artistiche ai contenuti online. Basta dare spazio alla creatività e diffondere il messaggio a un pubblico il più ampio possibile. I primi tre lavori che otterranno su Facebook il maggior numero di “Mi piace” (si potrà votare fino al 10 dicembre) verranno sottoposti alla valutazione della giuria che assegnerà il premio. Il vincitore verrà comunicato il 14 dicembre.

 

Redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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