Bagna Càuda day tra passione e paradosso

Asti. La città festeggia l’afrodisiaco del paradosso per definizione. È la bagna càuda, un piatto della tradizione a base di aglio.

Ed è risaputo l’aglio è un potente afrodisiaco, ma se ingerito nelle quantità di una bagna càuda domenicale, scatena aliti capaci di tenere alla larga persino i cavalli, figurarsi mogli e fidanzate.

Non si tratta comunque di un piatto tipico piemontese. Almeno per gli organizzatori del Bagna càuda day, è un rito conviviale e basta.

bagna-cauda-day

Si consumerà da venerdì 25 a domenica 27 novembre ad Asti, Torino e in molte altre località del Piemonte. Un primo assaggio c’è già stato, lo scorso fine settimana, nel centro di Imperia alla rassegna Olioliva.

Quest’anno il “Day” sarà anche all’estero, in alcuni ristoranti italiani di Berlino, Costa Rica, Australia e Giappone. Per informazioni: www.bagnacaudaday.it.

Si diceva che più che un piatto, la bagna càuda è un rito. Le verdure, quelle crude divise da quelle cotte, vanno infatti intinte dai commensali in un unico recipiente, il fojot. Qualcuno l’ha già battezzata la bourguignonne dei poveri… ma guai dirlo a un piemontese.

La preparazione è a base di aglio, olio extravergine d’oliva ed acciughe dissalate, il tutto ridotto a salsa mediante una paziente cottura. Volendo si possono aggiungere agli ingredienti anche burro, panna da cucina, latte e noci tritate.

Viene portata in tavola nel suo tegame di cottura chiamato “dian” o fojot, rigorosamente in terracotta, e mantenuto alla giusta temperatura mediante uno scaldino di coccio riempito di braci vive, chiamato s-cionfetta.

fojot

Al bagna càuda day si può scegliere con un semaforo: rosso: “Come Dio Comanda” (ricetta tradizionale); giallo: “Eretica” (poco aglio); verde: “Atea” (senza aglio).

Tanti gli eventi culturali e gastronomici in quei giorni. Per le novità, gli organizzatori rimandano al sito all’insegna del motto “Siamo tutti nella bagna”.

Da non perdere, ad esempio, il coraggioso “Barbera kiss, il bacio a mezzanotte” che tutti i bagnacaudisti si scambieranno in centro ad Asti e in altre piazze e nei ristoranti al termine delle serate.

Ma dentro le mura domestiche, i piemontesi come risolvono il paradosso?

Semplice, le coppie si mettono d’accordo… Storicamente, i partner scelgono entrambi di partecipare alla cerimonia dell’immersione delle verdure nella salsa. La pozione magica non solo accende la passione ma, opportunamente, addormenta anche l’olfatto.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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