Assegnato il Premio Tranquilli dal Rotary Ancona Conero

Ai vincitori, Devis Benfaremo e Giada Del Baldo, una borsa di studio ciascuno da 2.500 euro

Ancona, 13 aprile 2019 – Presso il Teatro delle Muse si è tenuta la serata finale per l’assegnazione della quarta edizione del premio intitolato alla memoria del Past-Presidente del Rotary Club Ancona Conero Andrea Tranquilli. Il Premio è riservato a laureati in Medicina che nell’anno 2017-2018 hanno discusso la tesi presso una delle scuole di specializzazione in discipline medico-chirurgiche della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche.

Ancona – Foto ricordo per i premiati (con in mano l’assegno della borsa di studio) Devis Benfaremo e Giada Del Baldo

La Commissione aggiudicatrice, composta dal Preside della Facoltà di Medicina della UPM, Prof. Marcello D’Errico, dal Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona, Dott. Fulvio Borromei e da tre accademici soci del Club – Dott. Alessandro Scalise, coordinatore scientifico del progetto; Dott. Andrea Giovagnoni e Dott. Giorgio Rappelli – ha selezionato le due migliori tesi pervenute, assegnando i  premi,  di 2.500 euro cadauno, al dott. Devis Benfaremo e alla dott.ssa Giada Del Baldo.

Il prof. Tranquilli, uomo colto, stimato e professionista di grande valore, scomparso prematuramente nel 2014 all’età di 58 anni, è stato direttore della Clinica Ostetrica dell’Ospedale Salesi e del Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona,

Presenti alla serata la prof.ssa Daniela Tranquilli, sorella di Andrea e la vedova, prof.ssa Monica Emanuelli, visibilmente emozionate per questo ricordo, ed alle quali il presidente del Rotary Club Ancona Conero, Giancarlo Moroni, ha rivolto un forte ringraziamento per aver voluto contribuire, anche quest’anno, al finanziamento di uno dei due premi.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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