Ancona – Nuova apertura Yum Yum in Corso Mazzini

Una location nuova e accogliente dedicata all’unconventional sushi

Ancona, 15 dicembre 2018 – Da domani pomeriggio (16 dicembre) alle ore 18, si inaugura Yum Yum il localino nel cuore di Ancona dedicato all’unconventional sushi.

Una location nuova, calda e accogliente per assaggiare tutto il sapore dell’Asia e non solo.

Nel menù di Yum Yum ci sono piatti di sushi non convenzionale come gli uramaki con mais piccante, salmone e maionese al wasabi o gambero fritto e avocado. In ogni piatto del menù di Yum Yum si scoprono sapori e colori frutto della ricerca e dell’amore per una cultura millenaria come quella del sushi.

E per chi non è amante dei rolls, nessun problema!

Yum Yum è anche street food, ma rigorosamente nikkei cioè di ispirazione asiatica e sud americana. Da provare il poke hawaiano, i ravioli gyoza o le polpettine di tonno.

Da Yum Yum si fa il giro del mondo tra sapori, colori e piatti speciali. La promessa è: solo ingredienti freschissimi, amore e rispetto per quello che viene offerto nel menù e la voglia di farvi sentire come a casa.

L’appuntamento è in Corso Mazzini 32 ad Ancona alle ore 18 per brindare insieme all’apertura di Yum Yum Unconventional Sushi. È prevista anche la presenza del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli.

Intanto, ecco le pagine social già attive:

Sito web:  http://www.yumyumfood.it/

Facebook:  https://www.facebook.com/yumyumunconventionalsushi/

Instagram:  https://www.instagram.com/yumyumunconvetionalsushi/

 

di Paolino Giampaoli


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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