Ancona – Coronavirus, intervento del sindaco Valeria Mancinelli

Le misure del Comune per anziani, disabili, asili nido, macchina comunale

Ancona, 6 marzo 2020 – È un lungo comunicato quello che la prima cittadina di Ancona, Valeria Mancinelli, ha indirizzato agli anconetani esortandoli ad avere fiducia in questa fase delicata prodotta dal diffondersi del Covid-19. Un comunicato che spiega anche tutte le iniziative messe in atto dal Comune per fronteggiarla. Lo pubblichiamo integralmente:

Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

Cari concittadini, sono giorni complicati ma ne usciremo, bisogna avere fiducia, essere responsabili e adottare comportamenti responsabili: ne usciremo. Non abbiamo bisogno in questo momento di confusione e sovrapposizioni, abbiamo invece bisogno di essere disciplinati e che ciascuno faccia la sua parte.

Voglio ringraziare tutti gli operatori sanitari, in particolar modo quelli del presidio ospedaliero di Torrette, che stanno facendo un lavoro eccezionale che è assolutamente essenziale per la sicurezza di tutti noi. Un lavoro portato avanti con impegno e sacrificio personale notevole.

Voglio anche ringraziare i dipendenti comunali e i dipendenti delle aziende pubbliche che, pur in una situazione complicata, stanno garantendo i servizi essenziali alla nostra comunità; voglio ringraziare più in generale tutti i nostri cittadini per i sacrifici che ognuno sta facendo per costruire insieme una risposta che ci aiuti a essere tutti più sicuri.

L’Amministrazione comunale sta facendo la sua parte; abbiamo organizzato in questi giorni servizi specifici: interventi straordinari di pulizia e sanificazione degli autobus giornalmente; stessa cosa per le scuole, le mense, gli scuolabus; abbiamo messo in campo iniziative per diminuire l’affollamento delle persone presso gli sportelli per gli uffici comunali a partire dall’anagrafe, lo stato civile e da lunedì  diverranno operative modalità diverse di accesso agli uffici.

Abbiamo organizzato e messo a punto anche forme straordinarie  di sostegno e di tutela delle fasce più fragili: per i 150 anziani che assistiamo è attiva un’assistenza continua e quindi possono avere un supporto tutti i giorni per le loro necessità, così come stiamo attivando in queste ore un servizio aggiuntivo sempre per le persone con particolari fragilità, in particolar modo per gli anziani, come quello che attiviamo durante la stagione estiva con il piano caldo.  Contattiamo dal Comune le singole persone che sono in questa situazione per capire se hanno bisogno di assistenza, se hanno bisogno di interventi urgenti, compreso eventualmente il servizio di spesa a domicilio o farmaci, ecc.

Tutti i centri diurni per disabili sono aperti con le misure di cautela necessarie per garantire un servizio essenziale; stiamo valutando in queste ore misure che sostengano le famiglie, anche a livello economico, per la riduzione delle rette degli asili nido e stiamo valutando le modalità anche rapportandoci con gli altri comuni del territorio e con il governo nazionale che pure sta mettendo in campo misure in questa direzione.

Per quanto riguarda le attività economiche che stanno particolarmente soffrendo in questa situazione, le misure di sostegno (anche economico) non potranno che essere di carattere nazionale con fondi del Governo centrale. Anche qui stiamo aspettando notizie più precise, vedremo cosa i Comuni dovranno fare in questo ambito e noi siamo pronti a farlo per le nostre imprese.

Abbiamo bisogno di tutto meno che di confusione e quindi bisogna che ad ogni livello istituzionale ci si raccordi gli uni con gli altri e ciascuno svolga il suo pezzetto di lavoro senza sovrapporsi. Abbiamo necessità di una grande fiducia nelle istituzioni e abbiamo bisogno che le istituzioni lavorino insieme; abbiamo bisogno di fiducia, sobrietà, disciplina e di senso di responsabilità da parte di ognuno. Il Comune sta facendo e farà la sua parte”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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