A Cuochi d’Italia su TV8 per le Marche c’è lo chef Paolo Paciaroni

Da lunedì 15 gennaio il maceratese difenderà i colori regionali nel format innovativo di Alessandro Borghese

Riparte lunedì 15 gennaio, ore 19.40, la seconda stagione televisiva di Cuochi d’Italia sul canale TV8 del digitale terrestre. Un format di gara culinaria nuovo e intelligente che vede a confronto, attraverso i cuochi che le rappresentano, tutte le regioni italiane, i loro prodotti tipici e le ricette più classiche.

Da sx: Gennaro Esposito, Alessandro Borghese, Cristiano Tomei

Il programma è condotto da un sempre brillante Alessandro Borghese coadiuvato da due giudici severi, simpatici e costruttivi: Gennaro Esposito (Torre del Saracino, Vico Equense, NA), e Cristiano Tomei (L’imbuto, Lucca). Entrambi chef stellati Michelin.

Lo chef maceratese Paolo Paciaroni

A gareggiare per le Marche è stato scelto Paolo Paciaroni. Nato a San Severino Marche, classe 1979, Paolo è diventato cuoco solo per pura passione. Prima in ambito locale a Tolentino poi, spinto dal desiderio di crescere e di nuove sfide, ha portato la sua professionalità in Alta Badia, nel grossetano e al celebre Casta Diva di Blevio con la conduzione di Gennaro Esposito.

Arricchito da tutte queste esperienze Paciaroni è rientrato, per scelta, nella sua amata terra di cui conosce ogni prodotto e ogni storia che sa come raccontare attraverso i suoi piatti.

Una vista dall’alto del Relais Benessere Borgo Lanciano a Castelraimondo

Paolo Paciaroni, oggi, con orgoglio e onore è l’executive chef del bellissimo ristorante i Due Angeli ubicato all’interno del Relais Benessere Borgo Lanciano a Castelraimondo dove, cullati dal verde, dal silenzio e dalla magia che questo luogo trasmette è possibile assaggiare le sue creazioni.

Da queste pagine seguiremo tutti i giorni, puntata dopo puntata, le ‘gesta’ dell’alfiere marchigiano tifando spudoratamente per lui!

 


2 commenti alla notizia “A Cuochi d’Italia su TV8 per le Marche c’è lo chef Paolo Paciaroni”:

  1. Luciano Zoccari says:

    Vorrei avere se possibile una ricetta da Paolo paciaroni, che sarebbe. Oca ripiena. Questa è la ricetta che vorrei sempre che sia possibile. Vi ringrazio

    • Buonasera Luciano Zoccari, gireremo la sua richiesta allo chef Paciaroni. Sarà lui a decidere come e se inviarle la ricetta. Come ben sa, gli chef sono molto gelosi delle loro ricette ma crediamo che nel suo caso Paolo farà un’eccezione. A presto.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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