Come accedere al contributo regionale per acquisto prima casa

La Regione Marche ha stanziato 2 milioni di euro per la concessione di 80 buoni casa da 25 mila euro ciascuno. Presentazione domande entro il 15 maggio 2019

Loreto, 24 marzo 2019 – Il Comune avverte che sono aperti i termini per la presentazione delle domande di contributo per l’acquisto della prima abitazione (buoni casa), previsti dal Piano regionale di edilizia residenziale, triennio 2014/2016, approvato dalla Regione con D.A.C.R. n. 45 del 27/12/2016 (linea di intervento B.3).

I fondi disponibili in ambito regionale ammontano a 2 milioni di euro e verranno utilizzati per la concessione di 80 buoni casa da € 25mila ciascuno. Tali fondi sono destinati: per € 1.500.000,00 a soddisfare le richieste inserite nella graduatoria regionale di carattere generale; e per i rimanenti € 500.000,00 a soddisfare le richieste inserite nella graduatoria speciale di carattere regionale.

CHI PUO’ FARE DOMANDA

– famiglie, anche composte da una sola persona;

– le altre formazioni sociali di cui alla legge 20.5.2016, n. 76 : (unioni civili tra persone dello stesso sesso; convivenze di fatto).

REQUISITI SOGGETTIVI DEI RICHIEDENTI

Possono presentare domanda le persone in possesso dei seguenti requisiti

a) Essere cittadini italiani o di uno Stato appartenente all’Unione europea, ovvero cittadini di Stati che non aderiscono all’Unione Europea, titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti lungo periodo o possessori del permesso di soggiorno di durata biennale;

b) Avere la residenza o prestare attività lavorativa nell’ambito territoriale regionale da almeno cinque anni consecutivi ovvero essere cittadini italiani residenti all’estero che intendono rientrare in Italia;

c) Non essere titolari di una quota superiore al 50% del diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento su una abitazione, ovunque ubicata, adeguata alle esigenze del nucleo familiare che non sia stata dichiarata inagibile dalle autorità competenti ovvero, per abitazione situata nel territorio nazionale, che non risulti unità collabente ai fini del pagamento delle imposte comunali sugli immobili.

d) Avere un reddito del nucleo familiare calcolato secondo i criteri stabiliti dalla normativa statale vigente in materia di ISEE, non superiore ad € 39.701,19. Se al momento della presentazione della domanda il/i richiedente/i intenda/intendano costituire un nucleo familiare autonomo rispetto alla/e famiglia/e di origine con la quale risiede/risiedono, il requisito è soddisfatto se il valore ISEE della/e famiglia/e di origine non supera € 47.641,42

e) Non aver avuto precedenti assegnazioni in proprietà o con patto di futura vendita di un alloggio realizzato con contributi pubblici o precedenti finanziamenti agevolati in qualunque forma concessi dallo Stato o da enti pubblici, salvo che l’alloggio non sia più utilizzabile senza aver dato luogo a indennizzo o a risarcimento del danno.

COME E DOVE PRESENTARE LA DOMANDA A PENA DI ESCLUSIONE

la domanda, in regola con la legge sul bollo, assume la forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui all’art. 47 del DPR n. 445 del 28.12.2000, e deve essere compilata in ogni sua parte utilizzando l’apposito modello disponibile presso gli Uffici Sociali Comunali – Piazza Garibaldi o scaricabili dal sito internet www.comune.loreto.an.it

La domanda deve essere presentata al Comune in cui è localizzato l’immobile da acquistare entro il 15 Maggio 2019 correttamente compilata. Consigliamo gli interessati di rivolgersi per approfondimenti presso l’Ufficio Sociale del Comune di residenza.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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