Marco Marzocca presta la voce a Lello il cartello de Castello

Ad aprile il primo episodio del cartoon doppiato dal comico fra l’entusiasmo di un lavoro di squadra

Castelfidardo, 13 gennaio 2020 – Tanto entusiasmo e un ospite d’eccezione alla presentazione ufficiale del progetto “Lello, il cartello (de Castello)”, svoltasi ieri nella biblioteca dell’Istituto Meucci innanzi a una folta platea in concomitanza con la giornata di “Scuola Aperta. Oltre alle autorità istituzionali e scolastiche è intervenuto anche il noto attore Marco Marzocca – di scena in questi giorni a Numana per l’anteprima del nuovo spettacolo teatrale – al quale è stata strappata la promessa di doppiare una puntata del videoclip animato in corso di realizzazione.

Castelfidardo – Al centro il comico Marco Marzocca attorniato da Autorità e studenti del Meucci

L’innata simpatia del comico con un passato da farmacista ha ulteriormente impreziosito di contenuti una cerimonia già ricca, testimoniando l’importanza di educare i futuri utenti della strada sin da piccini. A fare gli onori di casa il prof. Gabriele Calducci, che ha portato i saluti della dirigente Milena Brandoni, alla presenza dei sindaci di Castelfidardo e Numana, degli assessori di Castelfidardo, Osimo e Camerano, le Forze dell’Ordine, nonché i rappresentanti degli Istituti Comprensivi, dell’Istituto Sant’Anna e i tanti genitori.

Presenti anche la presidente e il vice presidente della Fondazione Carilo, dott.ssa Fulvia Marchiani e Claudio Rossi. I ragazzi del Liceo delle Scienze Applicate hanno aderito in maniera volontaria al progetto che li vede impegnati ogni sabato al termine dell’orario curricolare. Tutor d’eccezione l’ex studente Marco Rossi, ora disegnatore e sviluppatore presso la Rainbow, che con orgoglio ha messo a disposizione il suo know how insegnando le tecniche di sviluppo e realizzazione di videoclip animate.

Gli episodi del cartoon Lello il cartello de Castello dureranno pochi minuti, lezioni semplici che spiegheranno la segnaletica stradale, le norme di comportamento sia come pedoni che come ciclisti e passeggeri, catturando l’attenzione dei ragazzi e affiancandosi sempre alla competenza della Polizia Locale.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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